Riccardo Zanon

Opinioni sul diritto del lavoro e delle cooperative

IL "SALARIO MINIMO" IN EUROPA

Scenari Economici, un sito di informazione che consiglio di consultare quotidianamente per le ottime ed accurate analisi che offre, pubblica oggi un articolo sul “Salario Minimo” in Europa. Ringrazio gli autori per avermi permesso la Sua condivisione sul mio blog.
Lo ritengo molto interessante perché in Italia si parla spesso a “vanvera” ovvero senza ...

Continua…

COME CAMBIERÀ IL D.L. 34/20014: AGGIORNAMENTO

Il D.L. 34/2014 sta continuando a subire modifiche anche importanti.
Il Prof. Giuseppe Sandro Mela nel Suo blog delinea in modo preciso quali sarebbero questi cambiamenti.
Riporto qua il suo articolo e il link (http://www.senzanubi.it/home/quel-povero-travagliato-decreto-emendamenti/) ringraziandolo per avermi permesso la condivisione.

  «Sapientis est ordinare», dice Aristotele. Complicano i minus habens oppure quanti desiderano pescare nel torbido.
  Nulla è perfetto e tutto è perfettibile.
  Così, anche il decreto legge sul lavoro, su cui il Governo ha presentato otto emendamenti al testo che esso stesso aveva proposto ed approvato in Consiglio dei Ministri.
  Nulla da eccepire. Anche per il fatto che, in linea generale, la sostituzione dell’obbligo di assunzione a tempo indeterminato, per lo sforamento del tetti dei contratti a tempo determinato, con una sanzione apparirebbe essere del tutto ragionevole.
  Un’unica considerazione, tra le tante possibili.
  Il testo era ed adesso lo è ancor di più complesso e farraginoso nella sua potenziale attuazione.
  Se è vero che le assunzioni diverrebbero alquanto facilitate da alcuni punti di vista, le eterogenee trafile burocratiche di applicazione e controllo risulterebbero essere notevolmente appesantite.
  Basta leggere con cura l’Atto del Senato n. 1464.
  L’incipit è tutto un programma.
  «In considerazione della perdurante crisi occupazionale e nelle more dell’adozione di provvedimenti volti al riordino delle forme contrattuali di lavoro, al fine di rafforzare le opportunità di ingresso nel mercato del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione e fermo restando che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro, al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni».
  Intanto, la precarietà stabilizzata «nelle more dell’adozione di provvedimenti volti al riordino delle forme contrattuali di lavoro».
  Ma non si potrebbe fare un benedetto testo unico definitivo, chiaro e semplice, così da semplificare la vita a tutti? Siam forse condannati a vivere in eterno nel caos?
  «somministrazione di lavoro a tempo determinato” sono sostituite dalle seguenti: “ai fini del suddetto computo del periodo massimo di durata del contratto a tempo determinato, pari a trentasei mesi, si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato».
  Somministrare il lavoro? Ma cosa mai sarà il “lavoro“? Una pillola oppure una supposta?
  Ma ci si rende conto di quante costose trafile burocratiche saranno necessarie per definire cosa debba intendersi per “periodi di missione” e per «mansioni equivalenti»?
  Ma la chicca finale è questa.
  «Ai fini della verifica degli effetti delle disposizioni del presente capo, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, presenta una relazione alle Camere, evidenziando in particolare gli andamenti occupazionali e l’entità del ricorso al contratto a tempo determinato e al contratto di apprendistato, ripartito per fasce d’età, sesso, qualifiche professionali, aree geografiche, durata dei contratti, dimensioni e tipologia di impresa e ogni altro elemento utile per una valutazione complessiva del nuovo sistema di regolazione di tali rapporti di lavoro in relazione alle altre tipologie contrattuali, tenendo anche conto delle risultanze delle comunicazioni di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione dei rapporti di lavoro ricavate dal sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie già previsto dalla legislazione vigente».
  «sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie».
  Sarà un lavoro immane. Sia per le aziende sia per il ministero.
  Sapere tutto è come sapere nulla.
  Sarebbe come se una grande banca Vi mettesse in mano il bilancio analitico. Formalmente Vi consegna tutta la contabilità, ma sostanzialmente Vi riempie di cartaccia dalla quale ben poco risulta essere comprensibile.
  Questo è il risultato di una Weltanschauung  statalista, secondo cui la burocrazia deve sapere ed autorizzare tutto, anche il minimo particolare.
  E poi lo chiamano “job act“. Ma ce ne passa con i testi sassoni.
 
  Adnk. 2014-05-02. Dl lavoro, dal governo otto emendamenti. Pd: testo migliorato. Soddisfatto Ncd.
  Roma – (Adnkronos) – Una sanzione al posto dell’obbligo di assunzione per lo sforamento dei tetti dei contratti a tempo determinato. Nel decreto ci sarà preambolo su tutele crescenti. Le proposte di modifica presentate in commissione Lavoro di Palazzo Madama.
 
  Roma, 2 mag. (Adnkronos) – Il governo ha presentato otto emendamenti al decreto legge lavoro, nella commissione Lavoro di Palazzo Madama. Tra le proposte di modifica anche l’annunciata sostituzione dell’obbligo di assunzione a tempo indeterminato, per lo sforamento del tetti dei contratti a tempo determinato, con una sanzione.
  La norma stabilisce che i contratti a tempo determinato, eccedenti il tetto del 20%, saranno multati con una sanzione amministrativa, pari al 20% della retribuzione del lavoratore, per il primo contratto che supera il limite. La sanzione sale al 50% delle retribuzione per gli sforamenti successivi. I maggiori introiti, si legge nel testo dell’emendamento, sono versati nel fondo speciale per l’occupazione.
  L’intento del governo, con la presentazione degli emendamenti, spiega il sottosegretario al ministero del Lavoro, Luigi Bobba, ”era triplice: semplificare la vita delle aziende e rendere più gestibili i contratti, cercare di fare in modo che i contratti abbiano una durata più lunga, spiazzare le forme che non hanno protezione sociale”.
  Nelle proposte di modifica dell’esecutivo ci sono delle correzioni di carattere formale, come la precisazione che il diritto di precedenza deve essere richiamato all’interno del contratto. Il governo, inoltre, fa propria una proposta del relatore, Pietro Ichino, che chiedeva di non includere nel limite del 20% dei contratti a tempo determinato gli enti di ricerca.
  Il tetto del 20% per l’apprendistato sarà applicato alle imprese con più di 50 dipendenti. Con un emendamento al decreto legge lavoro, presentato dal governo nella commissione lavoro del Senato, viene elevato il tetto di dipendenti per le imprese che saranno obbligate ad assumere una quota degli apprendisti per poter accedere a nuovi contratti di apprendistato (il testo uscito dalla Camera fissa il limite a 30 dipendenti).
  Un emendamento prevede che la formazione per l’apprendistato sarà mista, pubblica e privata.   Il testo uscito dalla Camera stabilisce che le regioni devono offrire la formazione pubblica (entro un tempo di 45 giorni). Con la proposta di modifica presentata dal governo, spiega il sottosegretario al lavoro, Luigi Bobba, viene ”meglio precisato come deve essere configurata l’offerta della regione: si fa riferimento anche a sedi e al calendario e al fatto che ci si possa valere anche delle imprese (purché si rispettino linee guida già stabilite da conferenza stato regioni)”.
  Nel decreto legge lavoro ci sarà un preambolo sul contratto a tempo indeterminato con tutele crescenti. Il cavallo di battaglia del relatore al decreto legge lavoro, Pietro Ichino, viene così messo al sicuro dal governo, che ha presentato un emendamento nella commissione Lavoro del senato. Il decreto legge, quindi, viene introdotto: ”considerata la perdurante crisi dell’occupazione e l’incertezza dell’attuale quadro economico nel quale le imprese devono operare, nelle more dell’adozione di un testo unico semplificato dalla disciplina dei rapporti di lavoro, con la previsione in via sperimentale del contratto a tempo indeterminato a protezione crescente”.
  Gli emendamenti presentati dal governo migliorano il decreto legge lavoro, ”senza stravolgere il testo”, afferma il capogruppo del Pd in commissione Lavoro al Senato, Annamaria Parente. ”Abbiamo ereditato una situazione non facilissima dalla Camera”, perché ci sono stati dei ”mugugni da parte della maggioranza”. ”Lo spirito che ci ha animato in questi giorni è stato quello di migliorare il testo senza sconvolgere i contenuti. Per noi questo è il testo finale più che definitivo”.
  Nel corso delle votazioni in Commissione, che partiranno lunedì alle 11.00, ci aspettiamo ”comportamenti coerenti”, aggiunge la senatrice Rita Ghedini (Pd). ”Le proposte del governo sono sostenute dalla maggioranza” quindi ”ci auguriamo che il provvedimento non si usi per fini elettorali”. Infatti, secondo Ghedini, ”le marette di questi giorni hanno più una sostanza elettorale che normativa”.
  Per il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Ncd) gli emendamenti presentati dal governo ”si muovono tutti nella direzione da noi auspicata, di riavvicinamento, nello spirito, al testo originale”.
  Sacconi esprime un ”sincero apprezzamento” all’esecutivo, ”perché sono state comprese le sollecitazioni che avevamo posto”.Tuttavia ”rimangono alcuni aspetti da chiarire; faremo in modo che nel corso discussione ci possa essere un chiarimento”.

COME CAMBIERÀ IL D.L. 34/20014

Domani comincerà l’esame del D.L. 34/2014 al Senato.
Da fonti di stampa, pare che le modifiche saranno le seguenti:
a) eliminazione della trasformazione a tempo indeterminato per le aziende che superano la soglia del 20% dei contratti a termine, che sara' sostituita dall'applicazione di una sanzione amministrativa;

b) abrogazione della disposizione relativa all'offerta formativa pubblica regionale per gli apprendisti, ripristinata dalla Camera.

Da Pietroichino.it: l'aumento del lavoro é un dato strutturale?

Articolo di Damian Paletta pubblicato sul Wall Street Journal il 6 aprile 2014 - La traduzione è di Maria Clavarino - tratto da Pietroichino.it (http://www.pietroichino.it/?p=30722)
L’economia crea posti di lavoro. Ma quanti sono destinati a durare? Il settore della fornitura di personale con contratti a breve termine sta vivendo un boom a lungo termine, visto che i lavoratori temporanei rappresentano oltre un decimo di tutta la crescita di posti di lavoro dal 2009, secondo le statistiche pubbliche. Secondo la società di selezione del personale “CareerBuilder”, in città come Cincinnati e Milwaukee più della metà di tutti i posti di lavoro creati dal 2009 sono di lavoro temporaneo o con contratti a termine. A Stockton, in California, quasi tutti i nuovi posti di lavoro dal 2009 sono posti di lavoro temporaneo. Le assunzioni di lavoratori temporanei spesso aumentano dopo i cali di profitto, perché le aziende cercano di contenere i costi del lavoro. Ma ora molti esperti del lavoro pensano che il perdurare del ricorso al lavoro temporaneo stia segnando un cambiamento strutturale e duraturo nel mercato del lavoro. Le statistiche del mese scorso sono state particolarmente significative. L’ economia ha creato 28.500 posti di lavoro nei servizi di supporto temporaneo, che rappresentano il 15 % di tutti i nuovi posti di lavoro in marzo. L’aumento dei posti di lavoro temporanei che si è registrato nell’ultimo anno è stato quasi del 10 %, e costituisce l’incremento maggiore in tutte le 150 categorie che il Dipartimento del Lavoro ha osservato. La spinta si deve ad aziende che hanno ridotto le assunzioni durante la recessione e hanno imparato che si può risparmiare sui salari e i benefit, così come se ne può aumentare la flessibilità, utilizzando un minor numero di lavoratori permanenti anche quando l’economia cresce. I progressi della tecnologia, in particolare nel settore della produzione, hanno portato le aziende a ripensare quanti lavoratori a tempo indeterminato hanno bisogno in un momento in cui il ricorso al lavoro temporaneo diventa sempre più a lungo termine. Tutto questo accade perché in grandi aziende come Wal-Mart Stores Inc. e Amazon.com Inc. l’assunzione di lavoratori temporanei è stata un pilastro fondamentale della struttura aziendale, portando altri a seguirne l’esempio. Più di 2,8 milioni di lavoratori sono stati registrati come lavoratori a termine in marzo, circa il 2,5% della forza lavoro, mentre nel mese di agosto 2009 i lavoratori a termine erano 1,7 milioni. “Non lo consideriamo un indicatore di un picco nell’economia del nostro settore”, ha detto Jeffrey A. Joerres, amministratore delegato di ManpowerGroup, una delle più grandi aziende di fornitura di lavoro temporaneo del Paese. “Vediamo, piuttosto, il fatto che il nostro settore richiederà più forza lavoro che in passato come un cambiamento strutturale o epocale”. Questa consuetudine ha attecchito in profondità nelle aree produttive tradizionali. Quasi il 40% dei posti di lavoro temporanei si trovano attualmente nel settore della produzione, a seguito di un aumento costante per diversi decenni, ha detto Susan Houseman, economista del lavoro presso il WE Upjohn Institute for Employment Research nel Michigan. La Malone Staffing Solutions, una società del Kentucky che seleziona e assume lavoratori temporanei, ha un proprio funzionario dislocato all’interno dello stabilimento automobilistico Kia a LaGrange, in Georgia, dove gestisce gran parte del personale. MAU Workforce Solutions sta gestendo gran parte delle assunzioni per lo stabilimento BMW a Greenville, nella Carolina del Sud. “E’ una questione di domanda e offerta”, ha detto Jennifer Little, responsabile dei servizi di collocamento nello Spartanburg Community College, che lunedì ospiterà una fiera del lavoro temporaneo per i posti in BMW offerti da MAU. “I datori di lavoro lo vedono come un modo rapido per poter facilmente ridurre le dimensioni senza un impatto sul loro nucleo di personale”. Per quanto riguarda i lavoratori, i lavori temporanei hanno sempre fornito a chi è in cerca di lavoro un percorso di esperienza e del guadagno extra durante la ricerca di una posizione con una migliore retribuzione, maggiori benefit e la garanzia di un lavoro a lungo termine. Ma per dimostrare quanto breve possa essere la durata di questi lavori, ad un certo punto l’anno scorso circa 11 milioni di persone avevano una posizione temporanea, ma attualmente solo 2,8 milioni di persone ne hanno una attualmente, secondo una stima dell’American Staffing Association. La prevalenza di posti di lavoro temporanei crea problema per le persone in cerca di lavoro. La retribuzione media settimanale dei posti di lavoro temporanei, 554 dollari, è un terzo in meno rispetto alla retribuzione media percepita nella totalità dei posti di lavoro, secondo il Bureau of Labor Statistics. E per i posti di lavoro temporanei l’aumento degli stipendi è stato più lento che per gli altri lavori. Eppure, ci sono lavoratori per cui, come per Nandini Balial, lavorare con un posto di lavoro temporaneo è certamente meglio che non lavorare. Ha ventitré anni e concluderà gli studi alla New York University a maggio con una laurea in studi cinematografici, e passa da un contratto temporaneo all’altro mentre cerca un lavoro a tempo pieno in televisione. Attualmente sta lavorando part-time e con un lavoro temporaneo, occupandosi di ricerche per una società, ma ha detto che a questo punto sarebbe disposta ad accettare “qualsiasi lavoro che richieda un cervello e mani e piedi che funzionano”. “Sto lì un sacco di tempo a rimproverarmi perché non ho un lavoro permanente a tempo pieno” ha detto, aggiungendo che spesso deve decidere quali conti pagare e di quali rinviare il pagamento. I discorsi su un’economia permanentemente basata sul lavoro temporaneo vennero alla ribalta più di un decennio fa, per poi venire meno quando il tasso di disoccupazione scese a metà degli anni 2000 e i lavoratori acquisirono più potere. Ma visto che prevalgono le previsioni di un mercato del lavoro che resterà debole ancora per diversi anni, e visto che i produttori ed anche altri sono sempre più a proprio agio con la flessibilità che offre una forza lavoro temporanea, la tendenza probabilmente continuerà. “Da che cosa è guidato questo fenomeno? ” ha detto Jim Link, direttore del personale di Randstad Nord America, una grande azienda di risorse umane. “Dalla lezione di una dura recessione”. Quando si tratta di assumere, ha detto, i datori di lavoro sono riluttanti ad investire “nello stesso modo in cui lo erano prima della recessione”.

Devo commentare che secondo altri e ben noti economisti, tale aumento sarebbe inferiore alle necessità e pertanto sarebbe indice invece di una crisi a W, ovvero preannuncerebbe una seconda crisi ben più forte della prima.
Ovviamente mi auguro che quest’ultimi abbiano torto!

Articolo a puntate: la Certificazione

Vi segnalo che sul sito di Studio Zanon Consulente del Lavoro, come ogni giovedì, viene pubblicato un capitolo relativo al Mondo del Lavoro: la Certificazione Derogatoria.
Potete leggere il capitolo di oggi e tutti gli articoli precedenti al seguente link: http://bit.ly/OEL0FJ