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Accordo aziendale: come recedere?

Tempo di lettura: 3 minuti

L’articolo di oggi contiene un suggerimento importante e, seppur semplice, non scontato, tanto che, recentemente, si è dovuta esprimere a riguardo anche la Corte di Cassazione.

Ti vorrei parlare del recesso dal Contratto aziendale.

Il Contratto Aziendale o Accordo di secondo livello è una contrattazione siglata tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali che permette di porre in essere deroghe (vuol dire che puoi fare delle eccezioni) ai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) o di porre in essere agevolazioni quali i Premi di produttività con tassazione agevolata (https://www.riccardozanon.com/detassazione-premio-produttivita-2017/).

Questo contratto ti consente, inoltre, di creare sistemi organizzativi che prevedono una maggiore flessibilità nella regolamentazione dell’orario di lavoro, di modificare il limite legale sui contratti a tempo determinato (per esempio il limite numerico di contratti a tempo determinato), di ampliare il periodo di stagionalità.

Ultimo, ma non meno importante, la contrattazione di 2° livello è molto utile in caso di creazione di un piano di Welfare Aziendale.

In poche parole puoi, grazie ad un accordo aziendale (detto anche accordo/contratto di secondo livello), permettere all’azienda di potersi “cucire addosso” il proprio contratto secondo le specifiche necessità aziendali.

E’ uno strumento interessante che, personalmente, utilizzo molto e le aziende che lo adottano ne trovano beneficio.

E’ diventato di grande utilizzo nel momento in cui si è condizione indispensabile per poter ottenere l’agevolazione fiscale per il Premio di produttività.

Proprio in quest’ottica, devi prestare attenzione ad alcune problematiche.

Parliamo del recesso, ovvero del momento in cui ti rendi conto che quell’accordo per la tua azienda non va più bene o potrebbe non portare alcun vantaggio né a te e né tantomeno ai tuoi lavoratori.

Infatti non esistono disposizioni normative specifiche riguardanti la contrattazione collettiva, ovvero non esiste una norma specifica che ti indica quale forma utilizzare per recedere dal contratto: scritta oppure orale.

E non esiste una indicazione precisa del quando o entro quando dare disdetta al contratto aziendale.

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Quindi che si fa?

Controlla nel contratto aziendale se hai previsto una clausola per il recesso: se c’è, segui quanto è indicato nella stessa. Vuol dire che hai fatto le cose fatte bene. Almeno su questo aspetto.

Se non hai previsto nel tuo accordo di secondo livello una modalità e un termine per il recesso, è utile che tu proceda con recesso unilaterale attraverso disdetta che va comunicata alle parti firmatarie dell’accordo da cui recedi. Quindi devi comunicare il tutto ai sindacati!

Nella stessa disdetta indica da quando il tuo contratto aziendale non avrà più alcuna validità, tenendo conto di eventuali effetti che si sarebbero dovuti verificare nel tempo.

Il consiglio che ti do per l’accordo successivo è il seguente: bisogna prevedere il recesso nel momento della redazione iniziale. Così da metterti al riparo da problemi futuri.

Non solo per avere un termine e una modalità ben definita, anche per evitare l’insorgenza di un possibile contenzioso con i sindacati, sia esso giudiziario, che di rivendicazione sindacale.

Ricordati che è molto importante avere meccanismi certi e formalizzati per recedere e dare disdetta. Queste regole dovranno valere sia per te caro imprenditore, che per le organizzazioni sindacali con le quali fai l’accordo.

Questo anche per avere rapporti chiari e certi con i lavoratori e i loro rappresentanti. Come si dice: patti chiari, amicizia lunga.

 

 

Se vuoi comprendere di più come sia possibile modificare la normativa a favore della tua azienda attraverso un accordo di secondo livello, contattami oppure richiedi una consulenza gratuita di 30 minuti.

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Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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