RICCARDO ZANONLAVORO · FISCO · PERSONE · VALORE

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Articoli

115 articoli su lavoro, fisco, persone e valore. Guide operative per imprese e HR.

· 3 min di lettura

Welfare Aziendale a costo zero: come fare?

Se pensi che fare Welfare Aziendale sia costoso, credimi: stai sbagliando. Molte volte vedo aziende spendere soldi per beni e/o servizi di Welfare Aziendale ma né l’imprenditore né i dipendenti ne sanno nulla. Così alcuni imprenditori buttano soldi dalla finestra senza fornire alcun beneficio all’azienda in termini di immagine, coinvolgimento, contentezza dei lavoratori. Quello che sto cercando di dirti in questo articolo è che in realtà é possibile fare Welfare a costo zero. Come? Innanzitutto serve fare una analisi delle iniziative di Welfare Aziendale che la tua azienda sta già sostenendo o realizzando. Questa attività è utile per capire quali sono le spese (se ve ne sono) e i benefici che dovrebbero avere i tuoi dipendenti. A questo punto serve comunicare in modo semplice ai tuoi dipendenti le iniziative di Welfare che la tua azienda sta già pagando o erogando. Ricordati che il modo in cui lo comunichi è importante! Per questo motivo assisto molte aziende in questo aspetto. Ma di quali iniziative sto parlando? Ti faccio qualche esempio. Comincerò da quelle per cui la tua azienda probabilmente sta già pagando qualcosa. Controlla il CCNL che applichi nella tua azienda. Molti contratti collettivi prevedono l’obbligo per le aziende di pagare …

CCNL Metalmeccanici

· 2 min di lettura

Ferie: perché vanno gestite?

Il periodo delle ferie estive è il momento più desiderato dell’anno. Sia da parte tua come imprenditore, sia da parte dei tuoi dipendenti. Il problema che vedo presente nelle aziende che si rivolgono a me per una Consulenza è che spesso hanno un grande numero di giorni di ferie che non sono riusciti a far usufruire ai propri dipendenti. E’ un bel problema, soprattutto perché questo fa crescere il costo del lavoro! Ricorda che nella tua azienda hai queste due scadenze annuali:– Entro il 30 giugno 2018 devono essere state fatte godere le ferie del 2016;– Entro il 20 agosto dovranno essere pagati i contributi sulle ferie non godute. Inoltre già l’anno scorso ti consigliavo: se i tuoi dipendenti non fanno ferie ti conviene mandarli in ferie.Te lo ricordi questo articolo? https://www.riccardozanon.com/ferie-richiesta/ Quindi se i tuoi dipendenti non hanno usufruito delle ferie dell’anno precedente, quest’anno dovrai anticipare il pagamento dei contributi per quelle ferie che il lavoratore non ha fatto. Spetta a te, imprenditore, determinare il periodo entro il quale il tuo dipendente può usufruire del riposo annuale. Questo perché tu hai il potere organizzativo e direttivo della tua azienda. Perché i tuoi dipendenti non hanno usufruito delle ferie nell’anno o …

Costo del Lavoro

· 4 min di lettura

Assenze per malattia: come si calcola il Periodo di comporto?

Qualche settimana fa avevo cominciato a raccontarti cosa fosse il periodo di comporto, ti ricordi?Se non te lo ricordassi, ti lascio il link http://www.riccardozanon.com/periodo_comporto_malattia Oggi voglio continuare, spiegandoti alcuni aspetti importanti di cui devi tener conto. Esistono due tipologie di comporto:• Comporto secco• Comporto per sommatoria Il Comporto secco Si ha quando la malattia del lavoratore ha una durata così lunga da superare il periodo di comporto. Un esempio ti renderà più chiara questa definizione. Il tuo lavoratore Francesco si ammala, e, a causa di varie ricadute o per una malattia importante, è costretto, suo malgrado, a rimanere senza lavorare per sette mesi di fila. Il periodo di comporto, ovvero di tutela del posto di lavoro nel suo caso è di sei mesi.In questo caso il calcolo per il superamento del periodo di comporto viene fatto tenendo conto di una sola malattia che supera il periodo di comporto stesso. In questo caso quindi l’azienda ha diritto di licenziare il dipendente Francesco perché il suo periodo di malattia è stato di sette mesi… quindi superiore ai 6 mesi del periodo di comporto. Comporto per sommatoria Si ha il Comporto per sommatoria quando il lavoratore presenta una pluralità di periodi di malattia …

Contestazioni Disciplinari

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Cos’è il Periodo di comporto? Tutela per il lavoratore e per l’azienda.

Il Periodo di comporto è un argomento che spesso do per scontato! Mea culpa. Infatti è molto importante conoscerlo per la tua azienda. Di cosa si tratta? Adesso te lo spiego per bene. Ti sarà sicuramente capitato che un lavoratore rimanga in malattia, anche per poco tempo. Questo può capitare e il diritto del lavoro tutela la malattia del lavoratore attraverso l’INPS e del divieto di licenziamento. Questa tutela NON è infinita! Infatti il nostro ordinamento prevede che il lavoratore ha diritto alla conservazione del proprio posto di lavoro per un periodo di tempo che deve essere determinato: questo periodo viene chiamato comporto. L’unico caso in cui l’azienda può licenziare il lavoratore durante il comporto è per giusta causa: ossia in ipotesi di crisi aziendale o nell’ipotesi in cui il dipendente abbia posto un comportamento particolarmente grave da ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia col datore di lavoro. Se l’assenza del lavoratore supera il periodo di comporto, tu, imprenditore, puoi licenziare il lavoratore in malattia. Cosa succede alla retribuzione durante la malattia (comporto)? Durante il periodo di malattia il lavoratore ha diritto a un’indennità giornaliera, normalmente posta a carico dell’Inps e anticipata dal datore di lavoro. Spesso i contratti collettivi …

Contestazioni Disciplinari

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Paghi i tuoi lavoratori in contanti? ATTENZIONE dal primo luglio 2018 non potrai più farlo!

Se nella tua azienda paghi le retribuzioni dei tuoi lavoratori in contanti, questo articolo fa al caso tuo.Se invece corrispondi le retribuzioni già con bonifico o assegno, ti consiglio di leggerlo comunque per capire il perché dovrai continuare con questo sistema. Dal 1° luglio 2018 scatta l’obbligo per i datori di lavoro e committenti privati di provvedere al pagamento delle retribuzioni attraverso l’utilizzo di modalità che escludano l’utilizzo del contante. Il comma 910 della legge 205/2017, ovvero la Legge di Bilancio 2018, disciplina le modalità di pagamento della retribuzione (nonché ogni anticipo di essa) spettante ai lavoratori da parte dei datori di lavoro e dei committenti, ritenendo conformi alla norma solo le seguenti forme di pagamenti: bonifico su conto identificato da codice Iban indicato dal lavoratore; strumenti di pagamento elettronico; contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; emissione di assegno (bancario o circolare) consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. La firma che facevi apporre dai tuoi lavoratori in calce alla busta paga per dare prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione non basta più! Se in precedenza …

Contratti di Lavoro

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Accordo aziendale: come recedere?

L’articolo di oggi contiene un suggerimento importante e, seppur semplice, non scontato, tanto che, recentemente, si è dovuta esprimere a riguardo anche la Corte di Cassazione. Ti vorrei parlare del recesso dal Contratto aziendale. Il Contratto Aziendale o Accordo di secondo livello è una contrattazione siglata tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali che permette di porre in essere deroghe (vuol dire che puoi fare delle eccezioni) ai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) o di porre in essere agevolazioni quali i Premi di produttività con tassazione agevolata (https://www.riccardozanon.com/detassazione-premio-produttivita-2017/). Questo contratto ti consente, inoltre, di creare sistemi organizzativi che prevedono una maggiore flessibilità nella regolamentazione dell’orario di lavoro, di modificare il limite legale sui contratti a tempo determinato (per esempio il limite numerico di contratti a tempo determinato), di ampliare il periodo di stagionalità. Ultimo, ma non meno importante, la contrattazione di 2° livello è molto utile in caso di creazione di un piano di Welfare Aziendale. In poche parole puoi, grazie ad un accordo aziendale (detto anche accordo/contratto di secondo livello), permettere all’azienda di potersi “cucire addosso” il proprio contratto secondo le specifiche necessità aziendali. E’ uno strumento interessante che, personalmente, utilizzo molto e le aziende che lo adottano ne trovano …

Accordo di secondo livello

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Coinvolgimento paritetico dei lavoratori: come aumentare il premio ai tuoi dipendenti?

Uno dei più grandi dubbi che ha tormentato le notti di tanti responsabili delle risorse umane è questo: cosa significa coinvolgimento paritetico dei lavoratori? E quale vantaggio può dare alla tua azienda? Non è una questione semplice perché ogni azienda può stabilire un premio di risultato (PDR) per i suoi dipendenti ed avere dei bei vantaggi. Questo premio può essere tassato solo al 10%. Per essere tassato in modo così vantaggioso devi fare il “coinvolgimento paritetico dei lavoratori”. Per avere il premio tassato al 10% devi fare un accordo sindacale. Ogni azienda può prevedere un premio di produttività massimo di 3000 euro all’anno per ogni singolo dipendente. E solo grazie al coinvolgimento paritetico dei lavoratori può aumentare questo limite fino a 4000 euro. E così il dipendente vedrà queste somme tassate solo al 10%. Quindi tu azienda se sei in grado di fare tutto per bene puoi dare più soldi al tuo dipendente grazie a questo vantaggio fiscale. Sì ma cosa significa accordo paritetico dei lavoratori? Nessuno lo ha mai capito con certezza assoluta. Oggi, grazie alla Circolare 5/2018 dell’Agenzia delle Entrate posso dirti qualcosa di più! Adesso leggi un pezzo della circolare, ma poi non preoccuparti che te la …

Costo del Lavoro

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Puoi dare acconti sul premio di produttività durante l’anno?

Compila ora il questionario per ricevere una analisi gratuita su come la tua azienda può abbassare il costo del lavoro e aumentare la produttività! Se invece desideri entrare in contatto direttamente con me, prenota un appuntamento gratuito! Cerchi un professionista a cui affidarti e che ti guidi nella scelta della strategia giusta? [Allora hai bisogno di me] Studio il tuo caso e ti propongo la strategia più adatta alla tua situazione e al tuo budget. E’ probabile che ti sarà capitato di avere a che fare con professionisti che aspettano di sentire da te quali servizi vuoi. Ma dovrebbero essere loro a proporre la strategia giusta, non trovi? Se questo è quello che cerchi, ovvero un professionista che studi la tua situazione e ti indichi la via da seguite sei nel posto giusto. Andiamo dritti al sodo: tu mi spieghi quali obiettivi vuoi raggiungere, e io ti do subito un consiglio pratico su come iniziare a gestire in modo evoluto e corretto il personale della tua azienda! Contattami e scrivimi in che modo posso esserti utile! Ti contatterò personalmente per fissare un incontro insieme. Nome * Cognome * Numero di Telefono * Email * Acconsento al trattamento dei miei dati personali ai …

Costo del Lavoro

· 2 min di lettura

Cos’é e come funziona il Contributo di solidarietà nel Welfare Aziendale?

Dopo aver ricevuto tante richieste di informazioni sul tema bonus Welfare previsto dal CCNL METALMECCANICA Industria ho deciso di scrivere questo articolo per approfondire l’argomento del “contributo di solidarietà”. Quando il lavoratore sceglie i servizi di Welfare previdenziali o assistenziali è previsto l’applicazione del contributo di solidarietà. Questo contributo consiste nel 10% del valore del servizio stesso. Mi scuserai se l’articolo di oggi sarà un po’ tecnico. Però è importante che lo sia affinché tu possa comprendere bene alcuni aspetti riguardanti il contributo di solidarietà. Sono sicuro che, dopo averlo letto, lo troverai interessante. Come ben sai, una parte del bonus Welfare, così come l’intero ammontare, può essere destinato, tra le tante possibilità, anche a forme di previdenza integrativa o di assistenza sanitaria. Nel caso di assistenza sanitaria, oltre al versamento dell’importo che si è scelto di destinare alla stessa, la normativa prevede un ulteriore “contributo di solidarietà”. Si parla di questo “contributo di solidarietà” all’interno dell’articolo 12 del d.lgs. n.124/1993, il quale, a conferma di quanto precedentemente disposto dall’articolo 9-bis del d.l. 103/1991 (convertito in legge il medesimo anno, l.n.166/1991) e stabilisce che: “…è confermato il contributo di solidarietà di cui all’articolo 9-bis del d.lgs. n. 103/1991 sulle contribuzioni a carico …

CCNL Metalmeccanici

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Il Welfare Aziendale vs Patto di non Concorrenza! La Retention nella tua azienda!

Se la tua azienda non ha ancora affrontato il problema della Retention, sappi che è una questione di tempo! A meno che tu non abbia già applicato alcune soluzioni che, in parte, ti ho già comunicato nel mio blog. Innanzitutto ti chiederai cosa significa questa parola. Per Retention si intende l’abilità dell’impresa nel conservare i propri clienti (customer retention) o dipendenti (employee retention). Da questo termine deriva il retention rate, ovvero un indicatore di fedeltà da parte di clienti fedeli o dipendenti che rimangono nella nostra azienda per lungo tempo. Oggi parlerò di quest’ultimo aspetto, ovvero come il Welfare Aziendale può aiutarti a convincere i dipendenti a rimanere nella tua azienda. Ad ottobre ti avevo introdotto una prima soluzione rappresentata dal Patto di non concorrenza (https://www.riccardozanon.com/patto-di-non-concorrenza/). E’ uno strumento efficace se attuato con attenzione e nei modi corretti. Il lato negativo del patto é che come imprenditore puoi pensare che questo costi molto rispetto alle reali necessità della tua azienda. In verità può essere conveniente, ma non é sempre conveniente utilizzarlo per tutti i nostri dipendenti. Va analizzata nel dettaglio situazione per situazione. L’altra soluzione è rappresentata dal Welfare Aziendale, il quale risponde alle stesse esigenze, attraverso l’erogazione di beni …

Costo del Lavoro

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Il Welfare Aziendale serve solo alle grandi aziende?

Una delle affermazioni che spesso mi pongono è la seguente: il Welfare Aziendale serve solo alle grandi aziende! Sta diventando un luogo comune non semplice da sfatare. Colpa forse della stampa che per convincere le aziende a fare Welfare in azienda propone sempre esempi riferiti a grandi aziende, per l’appunto. Di fatto non si può neppure dare una colpa ai giornali dal momento che, nei fatti, esempi di PMI che fanno Welfare Aziendale sono più difficili da trovare. Eppure ci sono! E una di queste potrebbe essere la tua. Cercherò di convincerti in questo articolo, evitando di parlarti di esempi di grandi aziende, ma di statistiche che riportano gli effetti di politiche di Welfare Aziendale nelle aziende. Quindi la tua domanda alla fine dovrà essere la seguente: voglio anche io ottenere i benefici che hanno le grandi aziende nella mia azienda? Nelle aziende risulta che i piani di Welfare Aziendale siano percepiti utili per migliorare il clima aziendale, ovvero ha effetti sulla capacità dell’azienda di impiegare e sfruttare al meglio le risorse tecniche e umane. Vale a dire: un buon clima aziendale contribuisce positivamente al conseguimento dei propri obiettivi aziendali, siano essi produttività, minore turn over, meno giorni di assenza/malattia/infortunio, …

Costo del Lavoro

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Welfare Aziendale: ora anche il trasporto pubblico è incluso!

Il 2018 è carico di novità per il Welfare Aziendale. Qualcuna riguarderà numerosi CCNL che introdurranno il Welfare Contrattuale, come ti avevo già spiegato (https://www.riccardozanon.com/ccnl-metalmeccanica-welfare-contrattuale-soluzioni/). Oggi invece ti rivelo la novità prevista dalla Legge di Bilancio 2018: l’abbonamento al trasporto pubblico, sia esso locale, regionale o interregionale può rientrare nel piano di Welfare Aziendale, detassato e decontribuito! Questo vale sia per la metro, per il bus e per il trasporto su treni. E se abiti a Venezia, anche per il trasporto su acqua! E’ una bella agevolazione per molte aziende ed è una norma che, finalmente, rispecchia davvero le necessità di molti lavoratori, soprattutto quelli che vivono in città. L’unico aspetto che non è stato ancora chiarito (scrivessero le norme con cognizione di causa…) è se è possibile utilizzare l’abbonamento anche per percorsi estranei al tragitto casa-lavoro e nei giorni non lavorativi. A mio avviso é possibile. Infatti la novità é volta proprio a chiarire questo aspetto e ad incentivare il trasporto pubblico in vece dell’utilizzo del mezzo proprio. Ti ricordo che per la detassazione il Welfare Aziendale deve essere introdotto con regolamento, contratto o accordo sindacale. Se hai dubbi o se non sai proprio da dove partire per il …

Costo del Lavoro

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