RICCARDO ZANONLAVORO · FISCO · PERSONE · VALORE

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Articoli

70 articoli su lavoro, fisco, persone e valore. Guide operative per imprese e HR.

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Welfare Aziendale a costo zero: come fare?

Se pensi che fare Welfare Aziendale sia costoso, credimi: stai sbagliando. Molte volte vedo aziende spendere soldi per beni e/o servizi di Welfare Aziendale ma né l’imprenditore né i dipendenti ne sanno nulla. Così alcuni imprenditori buttano soldi dalla finestra senza fornire alcun beneficio all’azienda in termini di immagine, coinvolgimento, contentezza dei lavoratori. Quello che sto cercando di dirti in questo articolo è che in realtà é possibile fare Welfare a costo zero. Come? Innanzitutto serve fare una analisi delle iniziative di Welfare Aziendale che la tua azienda sta già sostenendo o realizzando. Questa attività è utile per capire quali sono le spese (se ve ne sono) e i benefici che dovrebbero avere i tuoi dipendenti. A questo punto serve comunicare in modo semplice ai tuoi dipendenti le iniziative di Welfare che la tua azienda sta già pagando o erogando. Ricordati che il modo in cui lo comunichi è importante! Per questo motivo assisto molte aziende in questo aspetto. Ma di quali iniziative sto parlando? Ti faccio qualche esempio. Comincerò da quelle per cui la tua azienda probabilmente sta già pagando qualcosa. Controlla il CCNL che applichi nella tua azienda. Molti contratti collettivi prevedono l’obbligo per le aziende di pagare …

CCNL Metalmeccanici

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Ferie: perché vanno gestite?

Il periodo delle ferie estive è il momento più desiderato dell’anno. Sia da parte tua come imprenditore, sia da parte dei tuoi dipendenti. Il problema che vedo presente nelle aziende che si rivolgono a me per una Consulenza è che spesso hanno un grande numero di giorni di ferie che non sono riusciti a far usufruire ai propri dipendenti. E’ un bel problema, soprattutto perché questo fa crescere il costo del lavoro! Ricorda che nella tua azienda hai queste due scadenze annuali:– Entro il 30 giugno 2018 devono essere state fatte godere le ferie del 2016;– Entro il 20 agosto dovranno essere pagati i contributi sulle ferie non godute. Inoltre già l’anno scorso ti consigliavo: se i tuoi dipendenti non fanno ferie ti conviene mandarli in ferie.Te lo ricordi questo articolo? https://www.riccardozanon.com/ferie-richiesta/ Quindi se i tuoi dipendenti non hanno usufruito delle ferie dell’anno precedente, quest’anno dovrai anticipare il pagamento dei contributi per quelle ferie che il lavoratore non ha fatto. Spetta a te, imprenditore, determinare il periodo entro il quale il tuo dipendente può usufruire del riposo annuale. Questo perché tu hai il potere organizzativo e direttivo della tua azienda. Perché i tuoi dipendenti non hanno usufruito delle ferie nell’anno o …

Costo del Lavoro

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Decreto Dignità: cosa può succedere ai tuoi contratti a tempo determinato?

Cosa succederà ai contratti a tempo determinato della tua azienda con il Decreto Dignità? E’ questa la domanda che tu, imprenditore, ti starai facendo in questi giorni. E come potrebbe essere altrimenti visto che su tutti i giornali c’è qualcuno che scrive a riguardo. Il ritorno della Causale nei contratti a tempo determinato sicuramente ti farà riaffiorare paure del passato in cui ogni contratto a tempo determinato veniva impugnato dal lavoratore davanti al giudice, il quale spesso e volentieri gli dava ragione semplicemente perché cosa fosse la causale non lo aveva mai capito nessuno! Quindi in caso di licenziamento, ovvero al termine del contratto, il lavoratore di faceva causa perché la causale non era legittima la tua azienda era obbligata a pagare al lavoratore somme ingenti! Per questo motivo ritengo utile riassumerti le novità e i punti a cui dovrai prestare attenzione per evitare danni economici alla tua azienda. Termini, proroghe ma soprattutto causali per i contratti a tempo determinato! Prima era possibile fare un Contratto a tempo determinato a-causale (quindi senza causale) fino a 36 mesi. Oggi invece il Contratto a tempo determinato senza causale può essere fatto di 12 mesi. All’interno di questi primi 12 mesi hai la …

Assunzioni

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Assenze per malattia: come si calcola il Periodo di comporto?

Qualche settimana fa avevo cominciato a raccontarti cosa fosse il periodo di comporto, ti ricordi?Se non te lo ricordassi, ti lascio il link http://www.riccardozanon.com/periodo_comporto_malattia Oggi voglio continuare, spiegandoti alcuni aspetti importanti di cui devi tener conto. Esistono due tipologie di comporto:• Comporto secco• Comporto per sommatoria Il Comporto secco Si ha quando la malattia del lavoratore ha una durata così lunga da superare il periodo di comporto. Un esempio ti renderà più chiara questa definizione. Il tuo lavoratore Francesco si ammala, e, a causa di varie ricadute o per una malattia importante, è costretto, suo malgrado, a rimanere senza lavorare per sette mesi di fila. Il periodo di comporto, ovvero di tutela del posto di lavoro nel suo caso è di sei mesi.In questo caso il calcolo per il superamento del periodo di comporto viene fatto tenendo conto di una sola malattia che supera il periodo di comporto stesso. In questo caso quindi l’azienda ha diritto di licenziare il dipendente Francesco perché il suo periodo di malattia è stato di sette mesi… quindi superiore ai 6 mesi del periodo di comporto. Comporto per sommatoria Si ha il Comporto per sommatoria quando il lavoratore presenta una pluralità di periodi di malattia …

Contestazioni Disciplinari

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Welfare Aziendale e Outplacement: perché va considerato?

L’Outplacement è l’attività di consulenza nell’ambito delle Risorse Umane che si occupa di accompagnare le persone in uscita da un’azienda nella ricerca di nuove opportunità professionali. Insomma l’Outplacement è un modo di supportare il dipendente che stai licenziando. Per aiutarlo a trovare un nuovo lavoro oppure per dargli l’opportunità di mettersi in proprio per ripartire. L’attività è effettuata su specifico ed esclusivo incarico dell’azienda presso cui la persona è assunta e dalla quale sta per essere licenziata o posta in cassa integrazione o in mobilità con la finalità di ricollocare i lavoratori nel mercato del lavoro. La curiosità è che fu utilizzato per la prima volta dalla NASA, l’ente spaziale americano, che aiutò migliaia di dipendenti provenienti dal concluso progetto “Apollo” a rientrare nel mercato del lavoro. Si può dire “dalla conquista della luna, alla conquista di un posto di lavoro!” Infatti l’Outplacement è un servizio che si propone la riqualificazione e il ricollocazione/ricollocamento in differenti contesti aziendali degli individui in cerca di lavoro. Compito della società di Outplacement è quello di accompagnare il lavoratore nel percorso di riqualificazione delle sue competenze per potersi ricollocare in un altro ambito lavorativo. Serve, però, un atteggiamento positivo da parte del lavoratore interessato, …

Gestione del Personale

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Cos’è il Periodo di comporto? Tutela per il lavoratore e per l’azienda.

Il Periodo di comporto è un argomento che spesso do per scontato! Mea culpa. Infatti è molto importante conoscerlo per la tua azienda. Di cosa si tratta? Adesso te lo spiego per bene. Ti sarà sicuramente capitato che un lavoratore rimanga in malattia, anche per poco tempo. Questo può capitare e il diritto del lavoro tutela la malattia del lavoratore attraverso l’INPS e del divieto di licenziamento. Questa tutela NON è infinita! Infatti il nostro ordinamento prevede che il lavoratore ha diritto alla conservazione del proprio posto di lavoro per un periodo di tempo che deve essere determinato: questo periodo viene chiamato comporto. L’unico caso in cui l’azienda può licenziare il lavoratore durante il comporto è per giusta causa: ossia in ipotesi di crisi aziendale o nell’ipotesi in cui il dipendente abbia posto un comportamento particolarmente grave da ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia col datore di lavoro. Se l’assenza del lavoratore supera il periodo di comporto, tu, imprenditore, puoi licenziare il lavoratore in malattia. Cosa succede alla retribuzione durante la malattia (comporto)? Durante il periodo di malattia il lavoratore ha diritto a un’indennità giornaliera, normalmente posta a carico dell’Inps e anticipata dal datore di lavoro. Spesso i contratti collettivi …

Contestazioni Disciplinari

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Paghi i tuoi lavoratori in contanti? ATTENZIONE dal primo luglio 2018 non potrai più farlo!

Se nella tua azienda paghi le retribuzioni dei tuoi lavoratori in contanti, questo articolo fa al caso tuo.Se invece corrispondi le retribuzioni già con bonifico o assegno, ti consiglio di leggerlo comunque per capire il perché dovrai continuare con questo sistema. Dal 1° luglio 2018 scatta l’obbligo per i datori di lavoro e committenti privati di provvedere al pagamento delle retribuzioni attraverso l’utilizzo di modalità che escludano l’utilizzo del contante. Il comma 910 della legge 205/2017, ovvero la Legge di Bilancio 2018, disciplina le modalità di pagamento della retribuzione (nonché ogni anticipo di essa) spettante ai lavoratori da parte dei datori di lavoro e dei committenti, ritenendo conformi alla norma solo le seguenti forme di pagamenti: bonifico su conto identificato da codice Iban indicato dal lavoratore; strumenti di pagamento elettronico; contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; emissione di assegno (bancario o circolare) consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. La firma che facevi apporre dai tuoi lavoratori in calce alla busta paga per dare prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione non basta più! Se in precedenza …

Contratti di Lavoro

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Welfare Aziendale: è possibile la formazione dei dipendenti?

Quando decisi di aprire questo blog, l’idea era di trattarre argomenti di Diritto del Lavoro, di Gestione delle Risorse Umane e di Welfare Aziendale. La mia idea è quella di proporre argomenti e suggerimenti utili alle aziende derivanti dalla mia esperienza maturata all’interno dell’attività dello Studio Zanon (www.studiozanon.net). L’argomento di oggi è preso da una domanda che mi è stata fatta: un dipendente può pagarsi il proprio master (o qualsiasi altro percorso formativo) con il Welfare Aziendale? La questione non è di immediata soluzione. Prima ti scrivo qualcosa di tecnico e poi cercherò di semplificare il tutto. Infatti il comma 2, lettera f- bis del Tuir afferma che: [Non concorrono a formare il reddito] fbis) le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari. In poche parole si afferma che il dipendente può utilizzare il proprio …

Formazione

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Accordo aziendale: come recedere?

L’articolo di oggi contiene un suggerimento importante e, seppur semplice, non scontato, tanto che, recentemente, si è dovuta esprimere a riguardo anche la Corte di Cassazione. Ti vorrei parlare del recesso dal Contratto aziendale. Il Contratto Aziendale o Accordo di secondo livello è una contrattazione siglata tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali che permette di porre in essere deroghe (vuol dire che puoi fare delle eccezioni) ai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) o di porre in essere agevolazioni quali i Premi di produttività con tassazione agevolata (https://www.riccardozanon.com/detassazione-premio-produttivita-2017/). Questo contratto ti consente, inoltre, di creare sistemi organizzativi che prevedono una maggiore flessibilità nella regolamentazione dell’orario di lavoro, di modificare il limite legale sui contratti a tempo determinato (per esempio il limite numerico di contratti a tempo determinato), di ampliare il periodo di stagionalità. Ultimo, ma non meno importante, la contrattazione di 2° livello è molto utile in caso di creazione di un piano di Welfare Aziendale. In poche parole puoi, grazie ad un accordo aziendale (detto anche accordo/contratto di secondo livello), permettere all’azienda di potersi “cucire addosso” il proprio contratto secondo le specifiche necessità aziendali. E’ uno strumento interessante che, personalmente, utilizzo molto e le aziende che lo adottano ne trovano …

Accordo di secondo livello

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Nel Welfare Aziendale cosa sono le Long Term Care e Dread Disease?

Con questo blog cerco di rendere semplici concetti difficili. Non è sempre facile, te ne sarai accorto, soprattutto quando nel settore sono in compagnia di professionisti o “esperti” che utilizzano solo parole in inglese, anche quando non è necessario. Come avrai intuito leggendo il titolo, oggi ti parlero di “Long Term Care” e “Dread Disease”. Perché te ne parlo proprio oggi? Perché ne ha parlato la circolare dell’Agenzia delle Entrate 5/2018, confermando che non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente solo i contributi e i premi versati per questa tipologia di polizze; Perché credo nell’utilità di queste polizze. Long Term Care contro il rischio di non autosufficienza negli atti di vita quotidiana Avere problemi di questo tipo è qualcosa che non auguro né a te né a nessun altro. Sono situazioni spiacevoli in cui una mamma, un papà, un figlio o un parente non sono autosufficienti nel compiere gli atti della vita quotidiana. Le difficoltà sono importanti: difficoltà nell’assumere alimenti, espletare funzioni fisiologiche, difficoltà nei movimenti, ecc. In famiglia purtroppo mi è capitato un grande inconveniente ad un un mio familiare, e la forza della famiglia ci ha aiutato a superare queste difficoltà. Ma non è sempre così, …

Gestione del Personale

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In cosa consiste il Diritto alla Disconnessione nello Smart Working?

Se pensi che avere i tuoi dipendenti sempre connessi ad internet e pronti a rispondere ad ogni esigenza tua o dei tuoi clienti sia produttivo, ti sbagli. Alla lunga la “costante connessione” porta ad una minore produttività. Di fatto con questo articolo proseguo quello della settimana scorsa. Ti lascio il link se te lo fossi perso: https://www.riccardozanon.com/smart_working_organizzazione_aziendale Recentemente si sta parlando di Diritto alla Disconessione. Soprattutto in relazione allo Smart-Working (o Lavoro Agile). In cosa consiste il Diritto alla Disconessione? Consiste nel diritto di non utilizzare le apparecchiature hardware o software che servono allo svolgimento della prestazione lavorativa, senza che da questo mancato utilizzo o, meglio, da una eventuale mancata risposta, possano derivare effetti sulla prosecuzione del rapporto di lavoro. Ognuno ha il diritto di sconnettersi da internet ad intervalli regolari, di staccarsi dal pc, di non rispondere continuamente alle email. In Europa se ne sta discutendo da tempo, in Italia un po’ meno. Anche per il fatto che le nuove tecnologie hanno avuto un impatto inferiore qui da noi rispetto agli altri Paesi Europei, soprattutto del Nord Europa. L’applicazione è molto semplice. Un esempio è presto ben fatto: evitare di rispondere ai messaggi di posta elettronica dopo le 18 …

Gestione del Personale

· 2 min di lettura

Come essere meno stressati e vivere meglio al lavoro grazie al Welfare Aziendale

Ti ricordi quando c’erano le pubblicità dei primi smartphone? Chi si è dimenticato i cellulari Nokia? Immagino nessuno! La pubblicità parlava chiaro: puoi lavorare come vuoi, quando vuoi e rispondere in tempo reale alle richieste dei tuoi datori di lavoro e/o dei tuoi clienti. Proposta molto interessante per l’epoca. Sembrava una vera e propria rivoluzione! Oggi, a volte, vorremo lanciare il nostro iPhone o cellulare Android da qualche parte perché non riusciamo a staccarcene, al punto che qualcuno ha ipotizzato che costituisca una qualche tipologia di protesi. Da quel momento uno dei modelli di organizzazione aziendale maggiormente diffuso è quello basato su risposte in tempo reale. Tutti si aspettano risposte immediate. I fornitori, i clienti, i dipendenti. Le aziende si dotano di sistemi in grado di avere analisi in tempo reale della produttività, delle risposte ai clienti e/o fornitori e della soddisfazione del cliente. Per non parlare delle email! Quante ne ricevi al giorno? Io tante, come te, immagino. Oggi i dati ci dicono che la produttività derivante dalle nuove tecnologie cresce di meno e il work-life balance (bilanciamento vita-lavoro) è peggiorato molto. La tecnologia adesso fa fatica a “farci fare più cose in meno tempo”, e “siamo sempre più …

Gestione del Personale

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