RICCARDO ZANONLAVORO · FISCO · PERSONE · VALORE

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23 articoli su lavoro, fisco, persone e valore. Guide operative per imprese e HR.

· 3 min di lettura

Come attrarre dipendenti con il Welfare Aziendale: il caso LIDL!

La LIDL vuole diventare attrattiva nella selezione del personale. E lo fa, indovina un pò con il…Welfare Aziendale! In queste settimane sto tornando più spesso su questo tema. Il mio desiderio non è essere ripetitivo, ma portarti sempre più dati e informazioni affinché tu possa comprendere che davvero il Welfare Aziendale può essere la soluzione ai tuoi problemi di ricerca e selezione del personale per la tua azienda. E a vincere la concorrenza anche con aziende ben più grandi della tua. E ad un costo minore! Oggi ti porto un esempio che riguarda per l’appunto la catena di supermercati LIDL. Il piano di Welfare Aziendale denominato Lidl per il Domani, il quale prevede un valore di circa 450 mila euro finalizzato alla formazione e alla crescita professionale dei figli di oltre 18.500 loro lavoratori attivi sull’intero territorio nazionale. Il progetto è dedicato a tutti gli studenti della scuola primaria, universitari e neolaureati e si suddivide in tre iniziative: borse di studio (ne abbiamo parlato qui, ricordi? https://www.riccardozanon.com/welfare-aziendale-detassazione-borsa-studio-figli-se-non-congrua/ ), consegnate in base ai risultati registrati dagli studenti durante l’anno scolastico; consegna dei dispositivi informatici; partecipazione a workshop e percorsi formativi da remoto con l’obiettivo di formarli alla redazione di un cv, alla cura …

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Nel turismo non trovi lavoratori stagionali, perché continui con gli stessi errori!

La notizia ha dell’incredibile soltanto se non mi segui! In queste settimane è esplosa la difficoltà delle imprese del settore turismo nel trovare lavoratori stagionali. E il problema riguarda tutta l’Italia. Guardiamo insieme i contenuti e i titoli degli articoli. “C’è un calo fra il 50 e il 75%. Sono lavoratori del settore dell’ospitalità, dai ristoranti agli alberghi, che non torneranno a servire ai tavoli perché la pandemia li ha portati a cercare altro”, questo è un inciso di Vanity Fair. https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2021/05/18/camerieri-e-stagionali-lavoratori-che-non-si-trovano-piu-dopo-la-pandemia “Non si trovano gli stagionali per la stagione turistica? Colpa di stipendi sempre più bassi, condizioni di lavoro sempre peggiori” , scriver RavennaToday. https://www.ravennatoday.it/cronaca/non-si-trovano-i-lavoratori-stagionali-i-sindacati-colpa-di-stipendi-bassi-e-contratti-pirata.html “Numeri che cominciano a preoccupare gli operatori. Un fenomeno che tocca sia gli stranieri (bloccati da decreto flussi e attesa del vaccino) sia gli italiani, ormai migrati verso altri e più sicuri lavori” riporta l’Adige. https://www.ladige.it/attualita/2021/05/19/perche-al-turismo-trentino-mancano-5-mila-stagionali-e-all-alto-adige-no-1.2916325 “Non si trovano stagionali, perché sono pagati male”, scrive BolognaToday. https://www.bolognatoday.it/cronaca/lavoro-stagionale-sindacati-cgil.html?fbclid=IwAR3f0SkVFTNc58dtVvEBh9rJY_LpWb1Zwm7lh8IA4D_ze6pkuYXjdgEVsvA Sai quanto potrei andare avanti? Mi sono fermato sui principali. Non mi interessa affermare di chi sia la colpa, perché io e te ci troveremo a perdere tempo e a non risolvere il problema. Un problema che riguarda tutto il settore del turismo in tutta Italia. I …

Recruiting

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Se selezioni il personale della tua azienda, non dimenticarti del Welfare!

Un vecchio adagio afferma che quello che si ha già, lo si da per scontato. Soprattutto se arriva senza apparente conquista. Mi ricollego a quanto in parte già ti scrivevo la scorsa settimana riguardo l’importanza per la tua piccola o media azienda, sia essa artigiana o industria, per quanto concerne la difficoltà di trovare lavoratori. E a riguardo ho cercato di spiegarti perché il Welfare Aziendale può fornirti una mano importante nell’affrontare la necessità di far diventare più appetibile la tua azienda da parte dei possibili candidati, rispetto alla concorrenza. Mi ricollego a quell’articolo perché oggi ti parlerò di quello che a volte accade quando la tua azienda ha già un piano di Welfare Aziendale e sta selezionando il personale. Quando cerchi nuovo personale, vorresti i migliori, coloro che possono rispondere meglio alle caratteristiche e alle necessità della tua azienda. Realizzi il piano di Welfare Aziendale, organizzi premialità, retribuzioni interessanti e tutto per quell’obiettivo: tu vuoi i migliori, i più intraprendenti, coloro che lavorano con attenzione come se l’azienda fosse la loro, i commerciali che battono ogni record. Eppure sai quante volte sono venuto a conoscenza che il selezionatore al candidato non ha MAI fatto una domanda sul Welfare Aziendale? …

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Non trovi operai? Il Welfare Aziendale è la risposta!

A Treviso le aziende artigiane non trovano giovani operai Così titola un articolo che è comparso il 25 aprile all’interno di NordEst Economia, l’inserto economico del Gruppo l’Espresso. Puoi trovare qui il link dedicato: https://nordesteconomia.gelocal.it/lavoro/2021/04/25/news/a-treviso-le-aziende-artigiane-non-trovano-giovani-operai-1.40196668 Si parla di migliaia di posizioni lavorative aperte, quindi un numero importante di posti di lavoro a cui sembra pochissimi lavoratori siano interessati. Quel che più ha attirato la mia attenzione è l’analisi sempre attenta di CNA, il Centro Studi dell’Associazione Artigiani: “Il problema è l’appeal delle piccole imprese, gli stipendi sarebbero buoni”. Aziende che cercano tecnici della calzatura, idraulici, operai edili, e tante altre professionalità che riguardano settori in espansione. Sembra quasi un controsenso in questo periodo, non trovi? Eppure le cose stanno proprio così. Non è un problema di retribuzione: lo affermano nell’articolo e, come Consulente del Lavoro, te lo posso confermare anche io. È un problema di appeal, di capacità di attrarre, di richiamo. In poche parole di Employer Branding di cui più volte di ho parlato all’interno del mio blog. I lavoratori di fronte ad una richiesta di lavoro da parte delle aziende maggiore rispetto all’offerta di lavoro da parte dei lavoratori, porta questi ultimi a scegliere chi gli offre le …

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Come ridurre l’assenteismo in azienda con i massaggi e il Welfare Aziendale!

Sono sicuro che ti apparirà come uno scherzo, in realtà è tutto vero: i massaggi, meglio, la fisioterapia aiuta a ridurre il tasso di assenteismo. È esatto, anche nella tua azienda! Spesso leghiamo il massaggio a un aspetto ludico, o superfluo, appartenente al mondo del lusso o dell’esclusività. Tanto che quando sentiamo un amico che si è appena fatto praticare un massaggio, spesso siamo soliti irriderlo affermando: “…e tu che ti tratti bene”. In realtà le origini del massaggio sono molto antiche, sembrano risalire ad oltre 7000 anni fa e in una zona geografica precisa: india e cina. Il massaggio nasce per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare, curare o prevenire malattie. Come ben comprenderai, si tratta di un aspetto del tutto lontano dall’essere superficiale. Così la fisioterapia è una branca delle professioni sanitarie che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito muscoloscheletrico, neurologico. Quindi capirai bene che l’idea comune che abbiamo tutti noi di questi strumenti è del tutto errata. E questa idea errata non ci permette di capire come sfruttare questi strumenti a favore della nostra azienda. E per ottenere cosa? Benessere dei nostri lavoratori, che …

Brand Reputation

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Smart Working: il 30 aprile é vicino e ne va del futuro della tua azienda!

Lo Smart Working avrà un futuro al termine della pandemia? Pare proprio di sì! Il 30 aprile 2021 scade la possibilità per te che sei imprenditore di ricorrere allo Smart Working (o lavoro Agile) semplificato. La settimana che è appena trascorsa ha visto il susseguirsi di notizie riguardanti qualche grande azienda dichiarare che lo Smart Working non rappresenterà il proprio modello di organizzazione aziendale del post pandemia. In particolare ha fatto scalpore sui quotidiani la notizia che Google fare tornare tutti in ufficio! Al termine della pandemia, o meglio, al completamento della campagna vaccinale, big G vorrà riprendere le attività in sede e non continuare il lavoro in remoto. D’altro canto aziende come Vodafone, Bayern, Sanofi, ING (fonte Il Sole 24 Ore) stanno implementando in azienda accordi per avere la possibilità di sfruttare il Lavoro Agile. Sempre secondo il Sole 24 Ore solo l’11% delle aziende tornerà a lavorare come prima della pandemia. Le ragioni sull’immediato sono estremamente pratiche. E riguardano la gestione del personale contagiato che non potrà comunque tornare in azienda! Infatti gli asintomatici da almeno una settimana ma ancora positivi potranno rientrare in azienda solo dopo 21 giorni dall’inizio della malattia. Inoltre la mascherina in azienda dovrà essere …

Employer Branding

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Welfare Aziendale: se è ancora poco conosciuto dai tuoi lavoratori è colpa tua!

Se sei stato attirato dal titolo, non preoccuparti: non ho esagerato! In questi giorni mi è capitata in mano una indagine effettuata da Nomisma e CGIL (https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/01/16/lavoro-nomisma-55-usa-welfare-aziende_8f784941-cb22-4bd9-aa7c-1f3b9264fc2f.html) che ha analizzato il livello di conoscenza dei lavoratori in merito alle politiche di Welfare Aziendale messe in piedi dalle rispettive aziende. Risultato? È emerso uno scarso livello di conoscenza dei lavoratori dei servizi di Welfare Aziendale a loro disposizione: più di un terzo degli intervistati sia “pienamente consapevole” rispetto al tema del welfare aziendale; il 45% dei lavoratori ha sottolineato invece di essere stato informato a grandi linee e il 9% per nulla. Sempre secondo la ricerca questo sarebbe un sintomo di come le aziende non si curano adeguatamente di predisporre iniziative informative a favore dei propri dipendenti. Quindi, in queste aziende spendono soldi per fare Welfare Aziendale, ma i loro lavoratori non ne sanno nulla! Mi sembra ottimo risultato, cosa ne pensi? Ironia a parte: quali benefici pensano di ottenere in questo modo? Non mi serve guardare la ricerca per dedurlo: nessuno! Neppure il risparmio economico del 30% sul costo del lavoro, perché a fine piano i lavoratori saranno talmente arrabbiati che torneranno a chiedere soldi! Oppure andranno in altre aziende perché si sentiranno presi in …

Costo del Lavoro

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Employer Branding: perché é sempre più importante?

Sei in cerca di personale? Vuoi che ti arrivino curricula vitae senza costi? Allora devi pensare all’Employer Branding. Potrei aprire così un eventuale webinar su questo tema. Il fatto è che sempre più aziende stanno mettendo in campo politiche di Employer Branding proprio per essere facilitate nella ricerca del personale. Te ne avevo già parlato qualche mese fa, ti ricordi? In realtà nei miei convegni sul Welfare Aziendale ne parlo in modo approfondito con casi concreti vissuti in prima persona. Torno su questo argomento perché sono rimasto colpito da una pubblicità sul Corriere della Sera e volevo parlartene come caso concreto. In questa pubblicità, una nota azienda internazionale, racconta quali attività di Welfare Aziendale hanno messo in campo a favore dei propri dipendenti. In particolare descrivono come questa società ha creato spazi di lavoro che puntano alla collaborazione e condivisione, stimolando l’interazione fra colleghi. Questo è importante in una azienda. Giordano Agrizzi in AdHoc (http://www.adhocconsilia.it) lo ripete sempre: se io e te abbiamo una nostra idea, la condividiamo, alla fine ci troveremo due idee. Quindi ci siamo arricchiti. Funziona così tra le persone. Così questa azienda ci informa che ha rivisitato gli ambienti di lavoro, studiandoli appositamente per rendere effettiva …

Employer Branding

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Employer Branding: cos’è e perché dovrebbe interessarti!

Torno nel mio blog dopo quasi un mese dell’ultimo articolo. Tra Veneto Welfare Day, Pasqua e ponti vari, ho ritenuto di mettere in pausa per qualche settimana le mie pubblicazioni. Ti sono mancato, vero? 🙂 C’è un motivo in più per questa mia assenza: sto curando un progetto di cui vedrai i frutti a breve. Sono convinto ti piacerà! Torno con un tema che rientra nel Welfare Aziendale ovvero l’Employer Branding! Andiamo con ordine: di cosa si tratta? Si tratta dell’espressione con cui ci si riferisce alla reputazione che un’azienda si costruisce come datore di lavoro. Con l’Employer Branding la tua azienda comunica all’esterno e quindi anche ai tuoi probabili o potenziali futuri collaboratori e/o dipendenti quali siano le caratteristiche che rendono unico come posto di lavoro la tua azienda. Scopo dell’Employer Branding è di attrarre i candidati migliori, a parità di retribuzioni, a scegliere la tua azienda perché percepita come più prestigiosa, o affermata o con le migliori condizioni di lavoro. Un altro aspetto molto importante di questa soluzione è che all’aumentare della “fama” della tua azienda come luogo di lavoro prestigioso, anche i tuoi attuali dipendenti saranno meno propensi a trovare un altro posto di lavoro. Con il rischio …

Employer Branding

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Welfare Aziendale: perché l’analisi è necessaria?

“Non si lavora più per il salario ma per il benessere”. Questa è la frase che se hai già partecipato di miei incontri sul Welfare aziendale, avrai già sentito. E’ una citazione di Don Gigetto de Bortoli, un prete, non un normale prete, ma uno di quelli che con lo sguardo ti coinvolge e capisci che ha quel quid in più rispetto alla media delle persone. In questo caso aveva previsto già anni fa una tendenza che sta prendendo piede soltanto negli ultimi mesi, e che viene confermata dalle riviste del settore del Welfare Aziendale. Il significato è ampio ma preciso: non basta la retribuzione a far felice un dipendente. Serve altro! Per esempio un ambiente di lavoro tranquillo, un ambiente che ascolta le sue necessità, un posto di lavoro che gli permetta di crescere, realizzarsi. Per ottenere ciò, devi conoscere la tua azienda, il che significa che devi conoscere i tuoi dipendenti, i tuoi collaboratori. Questo per fare in modo che ci sia corrispondenza tra i beni e/o servizi e/o l’ammontare economico previsto all’interno di un piano di Welfare Aziendale e le effettive necessità dei tuoi lavoratori. Se c’è incongruenza tra i desiderata e i servizi offerti, come ti …

Costo del Lavoro

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Starbucks trattiene i dipendenti con il Welfare Aziendale: perché dovresti seguirlo?

La notizia è questa: Starbucks paga l’università ai dipendenti in Gran Bretagna, per trettenerli. Appena ho letto la notizia, mi sono subito detto che non potevo non commentarla e proportela. (https://www.corriere.it/economia/aziende/19_aprile_02/starbucks-manda-all-universita-dipendenti-regno-unito-dfd95e80-552c-11e9-ac1d-631b8415241b.shtml). Sì perché StarBucks sta pensando di creare un piano di Welfare Aziendale in Inghilterra per creare una politica che, in gergo tecnico, si chiama di Retention. Cosa significa? Per Retention si intende l’abilità dell’impresa nel conservare i propri dipendenti (employee retention). Te ne avevo già parlato un mio precedente articolo, ti ricordi? Il Welfare Aziendale vs Patto di non Concorrenza! La Retention nella tua azienda! Starbucks lo fa per timore di perdere i propri dipendenti a causa dell’imminente Brexit. Infatti uno dei timori maggiori creati dalla Brexit per gli imprenditori della Gran Bretagna è di non poter avere un afflusso di persone dall’estero che possano andare a lavorare per le proprie aziende. E quindi trovarsi in una situazione di carenza di personale e allo stesso tempo una concorrenza interna volta a conquistare i lavoratori migliori. Magari con offerte economiche che porterebbero molte imprese a dover rivedere le proprie prospettive di crescita. Quindi cosa fanno? Elaborano un piano di Welfare Aziendale con beni che interessano ai propri lavoratori, ovvero: Pagano …

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