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Paghi i tuoi lavoratori in contanti? ATTENZIONE dal primo luglio 2018 non potrai più farlo!

Tempo di lettura: 2 minuti

Se nella tua azienda paghi le retribuzioni dei tuoi lavoratori in contanti, questo articolo fa al caso tuo.Se invece corrispondi le retribuzioni già con bonifico o assegno, ti consiglio di leggerlo comunque per capire il perché dovrai continuare con questo sistema.

Dal 1° luglio 2018 scatta l’obbligo per i datori di lavoro e committenti privati di provvedere al pagamento delle retribuzioni attraverso l’utilizzo di modalità che escludano l’utilizzo del contante.

  • Il comma 910 della legge 205/2017, ovvero la Legge di Bilancio 2018, disciplina le modalità di pagamento della retribuzione (nonché ogni anticipo di essa) spettante ai lavoratori da parte dei datori di lavoro e dei committenti, ritenendo conformi alla norma solo le seguenti forme di pagamenti:
  • bonifico su conto identificato da codice Iban indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di assegno (bancario o circolare) consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

La firma che facevi apporre dai tuoi lavoratori in calce alla busta paga per dare prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione non basta più!

Se in precedenza la firma della busta paga poteva avere valenza di quietanza ora non vi potranno essere più dubbi: la prova dell’avvenuto pagamento sarà la traccia del pagamento stesso.

Vi è infatti il divieto di pagare i tuoi lavoratori in contanti!

A chi si applica?

A te, imprenditore, se hai:

  •  lavoratori subordinati,
  • rapporti di collaborazione coordinata continuativa,
  • contratti di lavoro instaurati all’interno di una cooperativa anche con i propri soci,
  • ai contratti di apprendistato;
  • a tutte le altre forme di lavoro flessibile (contratto a chiamata, job sharing, etc.).

Dovrai gestire il pagamento delle retribuzioni soltanto attraverso uno dei sistemi che ti ho indicato nell’articolo.

Qual’è lo scopo di questa novità?

Lo scopo della norma è di tracciare tutti i pagamenti e aver prova dell’effettiva erogazione delle retribuzioni ai lavoratori della tua azienda.

Si cerca di combattere il cosiddetto lavoro grigio: un comportamento fraudolento di alcune aziende che pagano lo stipendio in contanti ai lavoratori corrispondendo loro una somma più bassa del netto in busta paga.

Ci sono esclusioni?

Rimangono esclusi i rapporti di lavoro rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici (ad esempio colf e badanti). Anche se, consiglio mio, è di pagare anche questi lavoratori con bonifico e/o assegno.

A quali sanzioni ti esponi se non lo fai (e quali eviti se già lo fai)?

Per chi non rispetta questa norma sono state previste sanzioni amministrative pecuniarie da € 1.000,00 a 5.000,00 per il datore di lavoro o il committente che viola l’obbligo che ti ho appena spiegato.

Se vuoi approfondire i temi del Welfare Aziendale nella tua azienda o se hai qualche dubbio sulle normative del diritto del lavoro contattami per una prima consulenza gratuita.

Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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