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Assenze per malattia: come si calcola il Periodo di comporto?

Tempo di lettura: 3 minuti

Qualche settimana fa avevo cominciato a raccontarti cosa fosse il periodo di comporto, ti ricordi?
Se non te lo ricordassi, ti lascio il link http://www.riccardozanon.com/periodo_comporto_malattia

Oggi voglio continuare, spiegandoti alcuni aspetti importanti di cui devi tener conto.

Esistono due tipologie di comporto:
• Comporto secco
• Comporto per sommatoria

Il Comporto secco

Si ha quando la malattia del lavoratore ha una durata così lunga da superare il periodo di comporto.

Un esempio ti renderà più chiara questa definizione. Il tuo lavoratore Francesco si ammala, e, a causa di varie ricadute o per una malattia importante, è costretto, suo malgrado, a rimanere senza lavorare per sette mesi di fila.

Il periodo di comporto, ovvero di tutela del posto di lavoro nel suo caso è di sei mesi.
In questo caso il calcolo per il superamento del periodo di comporto viene fatto tenendo conto di una sola malattia che supera il periodo di comporto stesso.

In questo caso quindi l’azienda ha diritto di licenziare il dipendente Francesco perché il suo periodo di malattia è stato di sette mesi… quindi superiore ai 6 mesi del periodo di comporto.

Comporto per sommatoria

Si ha il Comporto per sommatoria quando il lavoratore presenta una pluralità di periodi di malattia ripetuti ed intermittenti che, singolarmente considerate, non raggiungono la durata del comporto secco.

Prendiamo sempre il nostro lavoratore Francesco, il quale, questa volta si ammala da febbraio ad aprile 2018 (per tre mesi), ma nel 2017 aveva usufruito di periodi di malattia frazionati nel tempo per un totale di quatto mesi: ovvero gennaio 2017 assenza per malattia per un mese intero, poi un mese di malattia a maggio 2017 e ulteriore periodo di malattia nei mesi di novembre e dicembre 2017.

Riepilogo delle assenze di Francesco per malattia:
-gennaio 2017 (1 mese)
-maggio 2017 (1 mese)
-novembre 2017 (1 mese)
-dicembre 2017 (1 mese)
-febbraio-marzo-aprile (3 mesi)
= 7 MESI TOTALI DI ASSENZA PER MALATTIA NEI DUE ANNI (2017-2018)

In questo esempio Francesco supera il periodo di comporto con la somma nei due anni precedenti di tutti i suoi periodi trascorsi lontano dal lavoro per motivi di malattia. Quindi Francesco dato che è stato assente per malattia per 7 mesi può essere giustamente licenziato in quanto il suo perdiodo di comporto è di 6 mesi.

Ti faccio presente che per questi calcoli entro il quale determinare la sommatoria del comporto è doveroso leggere quanto prevede lo specifico CCNL applicato nella tua azienda ai tuoi dipendenti.

Ora ti sorgerà una domanda:

Come si calcola il tempo del comporto?

A questo punto è più che lecito domandarselo e pretendere che te lo spieghi.
Per il calcolo del periodo di comporto (secco o per sommatoria) si considerano (sempre che il contratto collettivo non dica altrimenti) anche i giorni non lavorati (quindi il sabato, domenica, festività infrasettimanali) o che cadono nel periodo di malattia, dovendosi presumere la continuità dell’episodio morboso e l’indisponibilità del lavoratore.

Presta attenzione a non calcolare come periodi di assenza per malattia: le assenze per gravidanza o puerperio.

E in caso di part-time?

In caso di part-time orizzontale il calcolo segue gli stessi principi dei rapporti full time sempre per giornate così come ti ho descritto sopra. Ti consiglio sempre di controllare all’interno del CCNL applicato in azienda gli articoli riguardanti questa materia perché potrebbero disciplinare il tutto in modo diverso.

Una delle domande che mi fanno spesso è la seguente:

Se il lavoratore supera il comporto e torna a lavorare, posso licenziarlo lo stesso?

La risposta è sì! Il fatto che il lavoratore torni a lavorare non significa necessariamente che la tua azienda deve rinunciare al diritto di licenziarlo.

Questo a patto che tu non dimostri con il tuo comportamento di rinunciare a licenziarlo, aspettando troppo tempo prima di procedere con il licenziamento stesso. Quindi il consiglio è se vuoi licenziarlo nel caso in cui abbia superato il periodo di comporto… fallo subito.

Per i dipendenti in ascolto: “NON sto dicendo che ti devono licenziare, sto solo dicendo che se superi il periodo di comporto, ricorda che come dipendente rischi di essere licenziato!”

Il recesso deve essere tempestivo, il che non significa il giorno dopo, ma non devi far trascorrere un intervallo di tempo eccessivamente ampio tra la riamissione al servizio ed il recesso stesso.

Se aspetti troppo, questo comportamento potrebbe essere rilevato dal lavoratore prima e da un giudice poi come accettazione da parte dell’azienda di un periodo di comporto più lungo.

Se vuoi approfondire il tema del Comporto o i temi del Welfare Aziendale nella tua azienda o se hai qualche dubbio sulle normative del diritto del lavoro contattami o prenota una consulenza gratuita con me così che ne possiamo parlare insieme.

Ho il metodo che fa al caso tuo.

Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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