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Detassazione dei Premi di Risultato: puoi modificare gli obiettivi, purché risultino incerti

Il Premio di Risultato avrà nuova vita nel 2021?

Sembrerebbe proprio di sì, dal momento in cui l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate verso questo strumento sta diventando costante e volta ad aprire le maglie dell’interpretazione della normativa.

Andiamo con ordine: di cosa stiamo parlando?

Sto facendo riferimento ai Premi di Risultato introdotti dalla Legge di Stabilità 2016 e prevedo la possibilità:

  1. di erogare premi in denaro fino ad € 3.000 lordi
  2. i premi erogati subiscono una tassazione IRPEF agevolata e separata al 10%
  3. l’agevolazione può essere applicata soltanto al raggiungimento dell’obiettivo incrementale che abbiamo stabilito nell’accordo e deve essere migliorativo rispetto ad un periodo storico antecedente.

Ti ho riassunto i premi di risultato all’osso, proprio per richiamarteli brevemente, nel momento in cui ti trovi a leggere questo articolo.

La novità emerge durante Telefisco 2020, il convegno annuale organizzato dal Sole 24 Ore.

Infatti in tale sede l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un quesito, confermando per i premi di risultato la possibilità applicare l’aliquota agevolata del 10%, anche con integrazione:

di accordi di secondo livello

di accordi territoriali sottoscritti negli anni precedenti.

L’aspetto importante, da non sottovalutare SEMPRE, è che il raggiungimento dell’obiettivo deve risultare incerto al momento dell’applicazione della modifica.

In poche parole: non puoi modificare gli obiettivi per renderli più agevoli e poter erogare più facilmente il Premio di risultato con l’aliquota agevolata del 10%.

È chiaro che si tratta di una risposta ad un convegno e non è legge, ma rappresenta una interpretazione importante da non sottovalutare.

Questo anche per il motivo che l’Agenzia delle Entrate ha richiamato la propria Risoluzione n. 36/E del 2020 nel giustificare questa sua risposta.

Perché questa apertura?

Semplicemente sono portato a pensare che il 2020 con tutto quello che è successo, avrebbe, di fatto, consegnato alla memoria storica il Premio di risultato, così come è scritto e come è stato interpretato fino a pochi mesi fa.

In poche parole: nessuno lo avrebbe più applicato.

A questo aggiungi il fatto che già gode di poca fortuna…

La realtà è che è uno strumento che sta diventanto, grazie a queste interpretazioni, più interessante, da sfruttare come anticamera per il Welfare aziendale, grazie alla possibilità di convertire il premio di risultato in Welfare e al fatto che eroghiamo soldi ai nostri dipendenti e non soltanto beni e/o servizi.

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Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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