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Welfare Aziendale: come evitare il problema delle somme residue?

Tempo di lettura: 3 minuti

Una delle richieste più frequenti quando si parla con aziende e lavoratori di un piano di Welfare è: cosa succede del plafond di Welfare Aziendale e non si utilizza tutta la capacità economica?

La domanda nasce dal fatto che i piani di Welfare Aziendale hanno una durata determinata nel tempo e alcuni lavoratori non riescono ad utilizzare tutto il valore economico (plafond) di beni e servizi. Innanzitutto questo problema non c’è quando si crea un buon piano di Welfare Aziendale. Infatti un piano di Welfare Aziendale deve essere creato in base alle esigenze concrete dei dipendenti. Serve ascoltare le loro esigenze così che abbiano voglia di usufruire dei vantaggi che il piano offre. Invece spesso “commerciali di Welfare Aziendale” che non sanno nulla di questa materia e che vendono alle aziende “soluzioni inutili e problematiche” fanno dei disastri che poi non è facile sistemare. E tu come azienda rischi di non avere più i benefici che il Welfare ti dona.

Se accade che le somme di Welfare Aziendale non sono utilizzate dai dipendenti, vuol dire che hai già fatto alcuni errori. Ma non ti preoccupare, che una soluzione possiamo trovarla lo stesso.

Le possibilità in via generale possono essere le seguenti:

  1. Azzeramento del valore del plafond di Welfare Aziendale;
  2. Passaggio del valore del plafond di Welfare Aziendale alla successiva annualità;
  3. Destinazione del valore del plafond ad una specifica forma di Welfare;
  4. Recupero del valore del plafond per l’utilizzo da parte dell’azienda per misure generiche d’aiuto.

1. Azzeramento del valore del plafond di Welfare Aziendale

Questa soluzione obbliga il lavoratore a consumare tutto il valore del plafond di Welfare Aziendale nel periodo di validità del piano. Significa, che se il tuo piano di Welfare Aziendale dura dal primo gennaio al 31 dicembre, dil lavoratore dovrà utilizzare tutto il valore economico del suo piano di Welfare Aziendale all’interno di questo periodo E’ una soluzione da me consigliata soprattutto nelle fasi iniziali, in cui consiglio l’utilizzo di valori di Welfare Aziendale non eccessivi. Attento pero! L’obiettivo però da parte della tua azienda deve essere sempre quello che i lavoratori utilizzino tutto il valore di beni e servizi messo a disposizione. Altrimenti si lamenteranno e non potrai più sfruttare tutti i benefici che il Welfare Aziendale porta alla tua azienda. Solo alla scadenza del piano, generalmente dopo un anno o due, potremo valutare se trasferire il valore residuo del plafond di Welfare Aziendale ad un nuovo piano di Welfare, trasferirlo ad un fondo di previdenza o assistenza integrativo, oppure riportarlo all’interno delle casse aziendali.

2. Passaggio del valore del plafond di Welfare Aziendale alla successiva annualità.

Questa modalità, come ti ho già indicato, porta benefici interessanti, perché da la possibilità di portare il valore residuo del plafond aziendale all’anno successivo. E’ una scelta che, se opportunamente comunicata ai tuoi dipendenti, può sostenere l’attaccamento all’azienda da parte dei tuoi dipendenti. Come sempre ogni scelta va fatta di comune accordo con i tuoi dipendenti.

3. Destinazione del valore del plafond ad una specifica forma di Welfare.

I tuoi dipendenti avanzano qualche soldo del plafond di Welfare Aziendale? Perché non pensare di destinarlo ad un fondo di previdenza complementare (a cui magari già versano alcune somme) o di assistenza sanitaria? E’ una scelta che va ponderata, come tutte quelle che qui ti presento e vanno scelta con una idea ben precisa.

4. Recupero del valore del plafond per l’utilizzo da parte dell’azienda per misure generiche d’aiuto.

E’ la scelta che meno consiglio. Soprattutto nei primi anni di funzionamento del piano di Welfare Aziendale. Non mi piace perché comunica una qualche forma di interesse da parte dell’azienda di voler recuperare quelle somme a fine anno. Immagina se per colpa del portale di erogazione dei servizi i tuoi dipendenti non riescono a utilizzare quel premio in Welfare Aziendale che si sono giustamente meritati l’anno precedente. E tutti i loro risultati in termini economici svanissero per colpa di una soluzione che hai scelto tu. Lo sai che potrebbero rimanerci molto male? Te lo dico con assoluta certezza io. Con il risultato che per l’anno successivo non vorrebbero più il premio in Welfare Aziendale. E tu caro imprenditore perdi tutti i benefici fiscali e contributivi a cui avevi diritto. Quindi valutare insieme in fase di analisi cosa fare e quali obiettivi porsi anche nell’ipotesi in cui ci trovassimo di fronte a questa esigenza, può determinare il successo del tuo piano di Welfare Aziendale. Lo sai che le aziende concorrenti alla tua stanno già utilizzando il Welfare Aziendale e stanno risparmiando su tasse e contributi mentre tu stai perdendo soldi… vuoi sapere come fanno? Contattami o prenota un appuntamento gratuito con me attraverso il riquadro sottostante. Presta attenzione, l’appuntamento é gratuito solo per questa settimana!

 

Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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