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Il Welfare Aziendale vs Patto di non Concorrenza! La Retention nella tua azienda!

Tempo di lettura: 3 minuti

Se la tua azienda non ha ancora affrontato il problema della Retention, sappi che è una questione di tempo! A meno che tu non abbia già applicato alcune soluzioni che, in parte, ti ho già comunicato nel mio blog.

Innanzitutto ti chiederai cosa significa questa parola. Per Retention si intende l’abilità dell’impresa nel conservare i propri clienti (customer retention) o dipendenti (employee retention). Da questo termine deriva il retention rate, ovvero un indicatore di fedeltà da parte di clienti fedeli o dipendenti che rimangono nella nostra azienda per lungo tempo.

Oggi parlerò di quest’ultimo aspetto, ovvero come il Welfare Aziendale può aiutarti a convincere i dipendenti a rimanere nella tua azienda.

Ad ottobre ti avevo introdotto una prima soluzione rappresentata dal Patto di non concorrenza (https://www.riccardozanon.com/patto-di-non-concorrenza/). E’ uno strumento efficace se attuato con attenzione e nei modi corretti.

Il lato negativo del patto é che come imprenditore puoi pensare che questo costi molto rispetto alle reali necessità della tua azienda. In verità può essere conveniente, ma non é sempre conveniente utilizzarlo per tutti i nostri dipendenti. Va analizzata nel dettaglio situazione per situazione.

L’altra soluzione è rappresentata dal Welfare Aziendale, il quale risponde alle stesse esigenze,  attraverso l’erogazione di beni e/o servizi utili ai lavoratori, e questo crea un clima potenzialmente positivo all’interno dell’azienda.
Il lavoratore può veder risolti alcuni suoi problemi o necessità che altrimenti attraverso l’impiego del denaro guadagnato non sarebbe in grado di soddisfare.

Di esempi nel mio blog ne ho fatti diversi, ma a me fa piacere ricordarne qualcuno.
Ipotizziamo di avere in azienda un lavoratore con un familiare non autosufficiente (anche in modo temporaneo, come nel caso di una o più fratture). La sua necessità è solo quello di ottenere il rimborso del costo della badante e di trovare la badante stessa che possa aiutarlo o assisterlo.

Lo stesso problema potrebbe averlo la neo mamma alla fine del periodo di maternità obbligatoria o facoltativa. Questa mamma ha la necessità di avere un aiuto per le facendo domestiche e per la gestione del neonato finché il bambino é piccolo. Questo anche nell’ottica di permettere alla madre di poter riprendere serenamente a lavorare.

Finché i lavoratori non avranno risolto anche i loro problemi personali, potrebbero verificarsi situazioni di assenze più o meno giustificate o concordate con l’azienda. Tutto questo ha una influenza negativa sul clima aziendale, e questo riduce la produttività della tua azienda. Inoltre ti esponi al rischio che i tuoi migliori collaboratori, decidano di cambiare azienda perché non si trovano bene nella tua.

Sei d’accordo?

La relazione che voglio aiutarti a creare con i tuoi dipendenti va oltre le politiche retributive.

Non puoi convincere i tuoi dipendenti a restare solo grazie ad un aumento di stipendio.

Quello che voglio fare é aiutarti a creare una relazione nuova con i tuoi dipendenti che va oltre lo stipendio e le richieste di aumento.

Per esperienza so bene che un’azienda ha successo solo quando c’é un vero impegno delle persone, che sono davvero motivate e soddisfatte di lavorare per te, che ti occupi delle loro personali necessità.

Ti ho più volte ribadito quanto insegna una persona a me cara, Don Gigetto de Bortoli, il quale afferma che se ti prendi veramente cura dei tuoi dipendenti, loro si prenderanno cura di te e della tua azienda.

E’ un concetto che diventa possibile misurarlo su un foglio Excel soltanto dopo aver cominciato ad implementare un piano di Welfare Aziendale, basato sulle reali necessità dei tuoi lavoratori. Poi ricorda che l’importante non é soltanto fare un buon piano di Welfare Aziendale, la cosa fondamentale é comunicarlo al meglio ai tuoi dipendenti.

Si può cominciare a piccoli passi, senza impegnare cifre importanti e, allo stesso tempo, coinvolgere tutti i lavoratori.

Molte aziende pensano al Welfare Aziendale come un modo semplice per dare buoni acquisto ai propri dipendenti. Invece non é così, é una opportunità molto più grande.

Se adotti questo approccio avrai un ulteriore effetto positivo sulla brand reputation, ovvero i tuoi dipendenti parleranno bene della tua azienda e…non occorre che ti aggiunga altro perché sai meglio di me come va il passaparola!

Quindi in uno scontro immaginario tra Patto di non concorrenza e Welfare Aziendale chi vincerebbe?

In realtà il Patto di non concorrenza vince nella velocità e nella imediatezza, quindi torna molto utile se hai fretta o vuoi proteggere una o più lavoratori “strategici” o “importanti”. Il Welfare Aziendale vince per tenuta, soddisfazione e costi.

Se vuoi tenere con te i lavoratori migliori quest’anno: utilizza il Patto di non concorrenza. Se vuoi tenere i migliori lavoratori con te per sempre: utilizza il Welfare Aziendale.

Questi sono strumenti validi che posso valutare di applicare anche nella tua azienda.

Se vuoi che i tuoi dipendenti abbiano voglia di continuare a lavorare con te nella tua azienda e se vuoi evitare di vederli scappare a lavorare dalla concorrenza, contattami o clicca sul bottone qui sotto dove vedi scritto Appuntamento gratuito.

Vediamo insieme cosa possiamo fare.

Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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