RICCARDO ZANONLAVORO · FISCO · PERSONE · VALORE

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Articoli

305 articoli su lavoro, fisco, persone e valore. Guide operative per imprese e HR.

· 4 min di lettura

Come trovare lavoratori nonostante il Reddito di Cittadinanza!

Trovare lavoratori diventa sempre più difficile, e tutti danno la colpa al reddito di cittadinanza: è proprio così? Lungi da me difendere una misura che comunque non ho condiviso e non condivido tuttora, quindi ti chiedo solo un po’ del tuo tempo affinché tu possa comprendere davvero quello che ti sto per scrivere. E consigliare! Sabato apro il quotidiano online e trovo la notizia che segue: “Numeri flop dell’evento di selezione per il comparto turistico-ricettivo. Gli operatori: colpa del reddito di cittadinanza”. E continua: “L’estinzione degli stagionali a Jesolo, solo in 30 per 300 posti al meeting incontralavoro”. La notizia mi ha colpito parecchio perché, obiettivamente, porta a riflettere. Allora guardo i numeri della disoccupazione, vado sul sito dell’ISTAT e trovo su febbraio 2022: “il tasso di disoccupazione scende all’8,5% nel complesso (-0,1 punti) e al 24,2% tra i giovani (-0,6 punti)” (Fonte: https://www.istat.it/it/archivio/268882). A questo dato si aggiunge quello delle cd. Grandi Dimissioni, per cui a Ottobre 2021 un’analisi su “Lavoce.info” ha calcolato tra aprile e giugno 2021, 484 mila dimissioni su 2,5 milioni di cessazioni. +37% sul primo trimestre del 2021, +85% sul 2020. Il Ministero del Lavoro Italiano ha confermato: dal 1 aprile al 10 novembre le …

Recruiting

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Perché senza Social Media Policy la reputazione della tua azienda è a rischio?

Se non sei nei social, non esisti! Questa è la frase che più rappresenta l’importanza assunta dai social network nella nostra vita e, soprattutto, nel nostro lavoro. Essere social è importante anche per la tua azienda e il tuo brand: è importante farlo in modo efficace e senza rischi. Il nostro è un mondo fatto di comunicazione. Comunichiamo i valori del nostro brand, la validità dei nostri prodotti e non solo! Infatti per mezzo dei social comunichiamo anche com’è il nostro ambiente di lavoro perché desideriamo attrarre nuovi collaboratori. E spesso non solo i nostri dipendenti dichiarano sui social dove lavorano, con il nome dell’azienda, anche perché spesso ne vanno davvero fieri, ma persino noi chiediamo loro di farlo. Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, LinkedIn sono i social più importanti, che utilizziamo e conosciamo più o meno tutti. Essere nei social non comporta solo benefici e vantaggi, ma anche i possibili rischi causati da una pessima gestione. Dobbiamo evitare che la nostra azienda venga travolta dalla leggerezza di uno dei nostri dipendenti. È possibile tutelare la tua azienda? Certo che sì! Lo strumento per tutelarsi dai cosiddetti danni collaterali si chiama “Social Media Policy”: ovvero le regole che i tuoi dipendenti …

Contestazioni Disciplinari

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Il Superminimo compromette il futuro della tua azienda!

Gli Imprenditori mal consigliati utilizzano il superminimo per riconoscere qualcosa in più di retribuzione ai propri dipendenti. Eppure non sanno che così facendo, stanno segnando il futuro della propria azienda. È purtroppo tutto vero! E soprattutto ora che le aziende mostrano qualche segno di difficoltà. L’aumento del costo delle materie prime, l’aumento della bolletta energetica, l’inflazione al 6% (se va bene) sono tutti elementi che stanno creando difficoltà all’interno delle aziende. Aumentano i costi, il fatturato si abbassa e il costo del lavoro non segue l’andamento della tua azienda. Così il superminimo rappresenta un blocco tale che è di intralcio, blocca risorse che dovrebbero essere usate per incentivare i tuoi dipendenti a far meglio e di più. Te ne avevo già parlato in questo articolo, ricordi? https://www.riccardozanon.com/superminimo-se-lo-conosci-lo-eviti/ Quindi la soluzione è non pagare i lavoratori? Assolutamente il contrario! Dobbiamo pagare anche bene i nostri dipendenti, ma prestando attenzione a come li paghiamo. Un esempio? In questo periodo il caro vita sta spingendo molti lavoratori a cercare un posto di lavoro con retribuzioni superiori rispetto a quello attuale. Sì anche i nostri! Il superminimo non ci protegge dal fatto che il nostro lavoratore possa andarsene! Invece possiamo utilizzare il Patto di …

Costo del Lavoro

· 3 min di lettura

Perché il Welfare Aziendale? I dipendenti vogliono soltanto soldi!

I miei dipendenti vogliono soltanto soldi! Non beni e servizi! Questa è l’obiezione che mi trovo spesso ad affrontare sia quando parlo con imprenditori come te, sia quando mi trovo a parlare con i lavoratori. Questo perché troppo spesso dimentichiamo che i soldi sono soltanto un mezzo, uno strumento di scambio. Non mangiamo con i soldi, ma con i soldi possiamo comprare quei beni che ci permettono di alimentarci, come carne, frutta, pesce, etc. Molte delle quali sono oggetto di Welfare Aziendale. Quindi cosa succede? Che spesso ci dimentichiamo che il mezzo, ovvero il denaro, non può essere il fine, deve essere e rimanere un mezzo. Il fine deve essere il bene o servizio di cui i nostri lavoratori aspiriamo attraverso l’utilizzo del denaro che guadagnano. Con i soldi che guadagnamo possiamo comprare i libri di testo dei nostri figli, i viaggi per andare in vacanza, e tante altre cose. E così i nostri lavoratori. Quindi il Welfare Aziendale può essere usato per soddisfare queste necessità, ma va fatto comprendere: a te come imprenditore e ai tuoi dipendenti. Quali sono i servizi che posso prevedere ai miei dipendenti con il welfare aziendale? Conosciamo davvero i servizi collegati al welfare aziendale? …

Costo del Lavoro

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Per il caro benzina, arriva il Bonus carburante per i dipendenti [AGGIORNATO il 23 marzo 2022]

Il Welfare Aziendale è uno strumento talmente valido che lo utilizza anche il Governo. Di fatto il Governo Italiano è il mio più grande sponsor, quando ti dico che il Welfare è effettivamente lo strumento più importante che hai a disposizione per aiutare i tuoi dipendenti e la tua azienda. Anche in questo periodo in cui il caro carburante sta incidendo pesantemente sulle nostre tasche e su quelle dei nostri dipendenti. Sì perché ci sono beni come i carburanti, che alla fine rappresentano i trasporti, il cibo, che rappresenta il sostentamento per la famiglia, che sono beni primari. Senza i carburanti non c’è la possibilità di raggiungere il luogo di lavoro. Senza il cibo manca l’energia per vivere. Il caro carburante ha un effetto più immediato in questi giorni perché la sua crescita è più vistosa, il prezzo al litro di benzina e gasolio si sono impennati. Questo per i nostri dipendenti significa che il costo per il tragitto casa-azienda è diventato più caro, più impegnativo dal punto di vista economico. E succede quello di cui ti parlavo la scorsa settimana: i tuoi dipendenti cominciano a guardarsi attorno. Ma questa settimana una novità potresti averla: il Governo Italiano sta per …

Retention

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Con l’aumento dell’inflazione, cominciano le richieste di aumenti di retribuzione da parte dei lavoratori!

L’aumento dei costi di elettricità, trasporti, beni primari, ha un impatto sulle aziende e sulle famiglie. Tra le difficoltà che le aziende devono affrontare è rappresentato dalla richiesta di aumenti di retribuzione o a fughe verso la concorrenza dei dipendenti. Il motivo è molto semplice e cerca di seguirmi. Molti pensano che l’inflazione porti soltanto ad un aumento dei costi. In realtà porta anche ad una instabilità del nostro personale dipendente. Sì perché l’inflazione porta ad una diminuzione del potere d’acquisto delle retribuzioni dei nostri dipendenti. Il problema è che gli aumenti sono proprio in quei beni che sono essenziali per una famiglia: cibo, energia e trasporti. Il che significa che E non possono fare a meno di queste spese, perché sono essenziali. Quindi cosa succede? Qualcuno ha sicuramente uno stipendio che gli permette di far fronte a questo periodo di difficoltà. Ma la maggior parte no! A questo scenario si aggiunge che sono diverse le aziende che stanno cercando personale. Quindi, date queste premesse, le ipotesi sono due: Nella prima ipotesi, il rischio è di trovarti ad aumentare il costo del lavoro, magari riconoscendogli un superminimo, senza avere in cambio la certezza o la tranquillità che i tuoi dipendenti …

Costo del Lavoro

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Sistema Incentivante Aziendale: Cos’è e Come Creare un Sistema Premiante Efficace

Spesso si parla di premi, premialità, incentivi, senza sapere esattamente di cosa si sta parlando. O dell’utilità che un sistema incentivante può avere soprattutto in un periodo come questo. Premiare non significa dare soldi a Tizio o Caio perché ci stanno simpatici o hanno comportamenti che si fanno piacere. È per questo motivo che le aziende rischiano di avere un alto costo del lavoro senza avere un ritorno tangibile dal sistema premiante. L’incentivo che tu crei per il tuo dipendente deve autofinanziarsi. Invece la maggior parte degli Imprenditori da premi senza alcun collegamento agli obiettivi di cui l’azienda necessita. Finendo così per aumentare soltanto il costo del lavoro, illudendo il personale e creando scontento. Tutto il contrario di quello che ci serve. Avere un sistema incentivante significa creare quelle regole e meccanismi da cui nasce premiare il merito all’interno di una azienda. La sua struttura ha come input un sistema di valutazione delle prestazioni, ossia dei risultati e/o dei comportamenti. L’obiettivo di un sistema incentivante è quello di orientare i comportamenti della tua organizzazione verso gli obiettivi che la tua azienda si prefigge di raggiungere. Gli obiettivi possono essere di due tipologie: I primi, ovvero i Quantitativi li misuriamo sulla …

Costo del Lavoro

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Perché il mancato raddoppio dei Fringe Benefit, per te è una grande opportunità!

Ci avevamo sperato tutti, eppure anche il Milleproroghe ha tradito e non conterrà il raddoppio dei tanto desiderati Fringe Benefit. Anche Tuttowelfare (https://www.tuttowelfare.info/attualita-welfare/il-balletto-dei-fringe-benefit) ha pubblicato un mio articolo su questo tema. Sto parlando di quella parte di Welfare Aziendale che riguarda quelli che vengono comunemente considerati come buoni spesa o benzina, quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 51 del TUIR. Il valore non imponibile contributivo e fiscale di questa parte del Welfare è di € 258,23, quando la normativa provvisoria terminata al 31 dicembre 2021prevedeva un valore massimo di 516,46 euro: il doppio rispetto a quanto attualmente previsto dalla normativa. E devi sapere che più di tanto non sono così dispiaciuto! Sì è vero, ho lamentato anche io la situazione che una soglia simile che risale ad un potere d’acquisto di circa trent’anni fa è del tutto antistorica. Ho pubblicato anche io i dati sull’impatto positivo per la nostra economia che questa misura avrebbe portato alla nostra economia. Ma a differenza dei commenti che potrai osservare sul web, tendenzialmente gente che vende solo buoni e che nulla fa in più, non scriverò una litania per questo! Anzi, è una grandissima opportunità se segui il mio metodo! Sì perché durante i …

Welfare Aziendale

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Grazie a te ho capito davvero cos’è il Welfare Aziendale

Qualche giorno fa si sono concluse le due classi del primo Corso per Welfare Specialist organizzato da Tuttowelfare di cui ero uno dei relatori. Un corso in cui sono state interessati diversi professionisti che stimo con esperienze differenti nel campo del Welfare Aziendale. Il Corso ha avuto un grande successo, tanto che avrà un futuro che ti comunicherò nelle prossime settimane. Oggi vorrei comunicarti qualcosa che mi ha fatto riflettere. Quasi tutti i partecipanti alla domanda di quali sia la loro opinione sul corso hanno risposto che sono entrati con una idea di Welfare Aziendale e ne sono usciti con una completamente diversa. È curioso questo fatto perché diverse persone dopo aver acquistato e letto i miei libri hanno la stessa reazione: sono soddisfatti perché finalmente hanno capito cos’è il Welfare Aziendale. Ma perché la raffigurazione di questo strumento è così diversa dalla realtà? Non ho una spiegazione precisa. Certo che quando cerchi su Google “Cos’è il Welfare Aziendale?”, ti ritrovi una risposta simile a questa in molti siti “Per welfare aziendale si intende il complesso delle erogazioni e prestazioni che un’azienda riconosce ai propri dipendenti con lo scopo di migliorarne la vita privata e lavorativa”. Come puoi vedere non …

Welfare Aziendale

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Se non trovi lavoratori il problema non è quanto li paghi, ma cosa gli offri!

Qualche giorno fa ho letto su un quotidiano online che il Ministro del Lavoro Orlando affermava: “Le imprese non trovano lavoratori, ma quanto li pagate?” Puoi trovare la notizia qui: https://www.tgcom24.mediaset.it/economia/orlando-le-imprese-non-trovano-lavoratori-ma-quanto-li-pagate-_45266390-202202k.shtml Questo sentimento gira da parecchio tempo in internet, sui siti dedicati alla ricerca di lavoro. Molti lavoratori sembrano lamentare paghe molto basse di fronte alle offerte che vengono loro proposte. Ci sono aziende che offrono retribuzioni importanti, altre, invece, non possono permettersele e offrono retribuzioni che si basano sul minimo stabilito dai Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL). Il mercato del lavoro è per l’appunto un mercato, ovvero un luogo dove esistono offerte e domande, in questo caso di lavoro. Se la domanda e l’offerta non si incontrano, questo può rappresentare un problema. Infatti le aziende non trovano lavoratori e i lavoratori non trovano aziende in grado di soddisfare le proprie necessità. Questo comporta che ci troviamo di fronte ad aziende che riescono a fatturare perché non producono e lavoratori. E rimangono disoccupati perché non trovano la posizione lavorativa che loro ritengono essere corretta. A questo si aggiunge un periodo in cui le retribuzioni in Italia hanno perso potere d’acquisto di almeno un 5% dal 2010, ma a fronte …

Costo del Lavoro

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Quale relazione ha il caro bollette con la retribuzione dei tuoi dipendenti?

In questi giorni sta diventando caldo, è proprio il caso di dirlo, il tema del caro bollette. Le aziende sono in difficoltà perché il costo dell’energia è più che raddoppiato e questo comporta problemi notevoli per i costi anche della tua azienda. E sembra non essere finita qua, perché la CGIA di Mestre per il secondo semestre del 2021 stima aumenti stellari di luce (+ 302%) e gas (+346%). Un grave problema per l’economia nazionale e soprattutto per la tua azienda. Infatti si stima che il 26% delle aziende, soprattutto le più energivore, dovranno chiudere e ricorrere alla Cassa Integrazione o, ancora peggio, licenziare i propri dipendenti a causa di costi non sostenibili. La possibilità di interruzione anche temporanea della produzione per molte aziende è una scelta che sarà obbligata. Altre aziende sceglieranno una riduzione dei margini, pur di stare sul mercato e coprire i costi fissi. Tempi incerti che necessitano che la tua azienda sia preparata ad ogni scenario a cui potrà trovarsi di fronte. Perché metto in relazione le retribuzioni dei lavoratori della tua azienda o, meglio, il costo del lavoro con il caro bollette? Per il semplice fatto che il Costo del lavoro rappresenta una fetta importante …

Costo del Lavoro

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Congedo obbligatorio di paternità: perché devi assolutamente conoscerlo!

Il Congedo di paternità è uno strumento di Welfare, statale, ovvero imposto per normativa dallo Stato Italiano. Perché devi conoscerlo? Per prima cosa perché si tratta di un obbligo per la tua azienda. E anche se è sempre stato poco considerato, è bene che cominci a conoscerlo e a capire quando parlo di Welfare Aziendale Integrato. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cos’è. Nel 2022 diventa strutturale, quindi definitivo, il congedo obbligatorio di paternità pari a 10 giorni, conosciuto anche come congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente. È beneficio istituito a favore dei padri, lavoratori dipendenti, dalla Legge Fornero. A prevederlo è la legge di Bilancio 2022, che conferma la misura a una durata di 10 giorni, fruibili entro i primi 5 mesi dalla nascita del figlio. Devi applicarlo anche in caso di adozione o affidamento, in questo caso il termine decorre dall’ingresso in famiglia del minore, quando abbiamo una adozione nazionale, o dall’ingresso del minore in Italia, nell’ipotesi di adozione internazionale. Questo beneficio è figlio di una direttiva europea, la quale stabilisce che l’ordinamento di ogni Stato membro preveda 10 giorni di congedo di paternità dopo la nascita di un figlio, da retribuirsi allo stesso modo …

Costo del Lavoro

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