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Nel Welfare Aziendale chi viola la fiducia deve andare fuori! Come aumentare la produttività ed allontanare la pecora nera!

Tempo di lettura: 2 minuti

La domanda che mi viene posta più di frequente quanto parlo di Welfare Aziendale è la seguente: ma se un lavoratore non merita, devo dargli comunque i vantaggi del Welfare Aziendale?

Domanda corretta! Vogliamo premiare anche i lavoratori nullafacenti? Ovvio che no!

Cosa ne penseranno quelli che invece si sacrificano e rendono il massimo nella nostra azienda? La paura è che al posto di diventare un meccanismo incentivante, alla fine diventi un sistema per livellare la produttività!

Mi dispiace deluderti, ma non è cosi!

La realtà è che la domanda si basa su un presupposto sbagliato, derivante da una poca conoscenza dei sistemi di Welfare Aziendale nel nostro Paese e dei loro effetti positivi sulla produttività interna.

Generalmente nelle nostre aziende, se abbiamo fatto una selezione del personale corretta, è possibile che ci troviamo, se proprio siamo messi male, con il 95% dei dipendenti produttivi, e il 5% non produttivo.

Quindi abbiamo più gente produttiva che improduttiva!

E per quel 5% vogliamo “punire” tutti? Assolutamente no!

Allora quale meccanismo fa sì che anche quel 5% torni produttivo col Welfare Aziendale?

Innanzitutto con una corretta analisi preliminare dei bisogni e desideri di TUTTI i lavoratori!

Sì, anche di quel 5% che rappresenta la nostra “pecora nera della famiglia”. Dovremo parlare di persona con tutti, soprattutto con quel 5%.

Cosa dobbiamo capire dal colloquio con la “pecora nera”?

  1. Quali motivazioni non lo fanno produrre come gli altri;
  2. Che l’azienda, comunque, ci tiene a lui e vuole recuperarlo;
  3. Last but not least, se proprio non ci piace o la nostra azienda non piace a lui, possiamo valutare e concordare una fuoriuscita del lavoratore.

Lasciando da parte il punto 3 per un momento, un buon piano di Welfare Aziendale con una buona Analisi iniziale, deve essere seguito da una comunicazione mirata: dobbiamo far capire che il Welfare è un percorso fatto di fiducia che deve creare senso di appartenenza. Appartenenza che va creata nel tempo, con costanza perché bisogna far capire che è il gruppo che fa la produttività, non il singolo.
Solo la squadra che lavora insieme rende produttiva l’azienda.

Quindi cosa succede in una squadra? Che chi non ha il senso di appartenenza si autoesclude o è costretto a rientrare nell’ovile insieme al 95%.

La scelta di quel 5% sarà obbligata! Chi viola la fiducia viene tagliato fuori!

Quindi con il Welfare Aziendale riusciremo a fare anche quella selezione interna che ogni altro accordo sulla produttività o soluzione non ci permette di ottenere: far contenti i nostri dipendenti ed eliminare le pecore nere!

Se nella tua azienda credi di avere queste problematiche, contattami!

P.S. Ti ricordo che il 24 febbraio terrà un evento a Guastalla (RE), oppure il 28 marzo a Montegrotto Terme (PD) sul medesimo tema!

Se vuoi maggiori informazioni vai alla pagina Eventi del mio blog!

https://www.riccardozanon.com/eventi/aumenta-la-produttivita-fai-felici-dipendenti-pagando-meno-tasse-2/

https://www.riccardozanon.com/eventi/welfare-aziendale-vantaggi-per-aziende-e-dipendenti/

Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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