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Welfare Aziendale e Trasporti: la bici entra nel Welfare Aziendale

Trasporti, mobilità alternativa e anche inquinamento, spazi urbani, tutti temi che se erano usciti dalla porta principale a causa del Corona virus, sono rientrati dalla finestra del Welfare Aziendale con prepotenza. Perché?

La risposta risiede nella necessità di riprendere a lavorare e, quindi, di recarsi al lavoro, si è scontrata nella cd. Fase 2 con l’esigenza di tutelare la salute delle persone attraverso il distanziamento sociale.

Quindi autobus o metro con minori posti disponibili hanno portato comuni, enti pubblici, governo e anche aziende a pensare che fosse necessario valutare seriamente l’ipotesi di un piano alternativo che prevedesse l’utilizzo della mobilità alternativa quali: monopattini elettrici, biciclette e biciclette a pedalata assistita.

Questo slancio verso la mobilità su due ruote può rappresentare anche la soluzione ad altri problemi, endemici delle nostre città quali:

  1. Inquinamento;
  2. Traffico congestionato;
  3. Assenza di parcheggi.

Ma non solo!

Pensa anche soltanto ai vantaggi che il movimento porta in termini di salute e prevenzione di malattie legate ad una vita sedentaria.

Vantaggi che alla fine riguardano il benessere e la produttività della tua azienda!

Puntare sulla bici o sul monopattino elettrico come strumento di mobilità alternativa é una esperienza che già in altre parti del mondo si sta attuando. Non solo nelle città del nord Europa, ma anche nella più mediterranea Barcellona!

Ma andiamo con ordine.

Il primo esempio che si trova online di incentivo alla mobilità su due ruote viene da una azienda neozelandese, la Christchurch, che offre denaro contante ai dipendenti che si recheranno al lavoro in bici.

I dipendenti che si recheranno a lavoro i bici avranno 5 dollari al giorno per andare e tornare dall’ufficio sulle due ruote e se l’impegno sarà costante e prolungato per più della metà dei giorni lavorativi il premio sarà di 10 dollari come bonus alla fine dell’anno.

Per chi pedala per spostarsi in città esiste un premio in molti paesi tra cui la Francia, la Norvegia, l’Olanda e soprattutto il Belgio, dove il progetto è attivo dal 1999: qui le aziende possono decidere di dare, a chi si reca al lavoro in bici, un rimborso pari a 23 centesimi a chilometro percorso.

L’esperienza italiana é limitata, eppure qualcosa si sta muovendo.

A Massarosa, in provincia di Lucca, l’amministrazione rimborsa 25 centesimi per ogni chilometro a chi va al lavoro in bici e la percorrenza viene verificata tramite una apposita app da installare sullo smartphone.

Con la fase 2 e 3 anche in Italia, come dicevo, molte città e regioni si stanno attrezzando e preparando incentivi volti a sfruttare questa soluzione come Milano e l’Emilia Romagna.

E le aziende italiane che fanno?

A rear view of a businessman commuter with electric bicycle traveling to work in city. Copy space.

Al momento, complice anche la mancanza di una normativa specifica sul tema, si stanno muovendo a piccoli passi, ma interessanti.

Oracle Italia in collaborazione con Trek Italia mette a disposizione dei propri dipendenti otto city e-bike, biciclette a pedalata assistita che saranno messe a disposizione dei dipendenti per promuovere gli spostamenti in sella.

Se vuoi approfondire: https://www.macitynet.it/oracle-sperimenta-la-mobilita-sostenibile-con-le-city-e-bike-di-trek/

Fantic ha proposto un progetto differente: mette in vendita le proprie biciclette ai propri dipendenti, corrispondendo un quantum ad ogni chilometro che dimostrano di effettuare nel tragitto casa-lavoro.

Se vuoi approfondire: https://www.ebike-mag.com/fantic-0-25e-al-km-se-vieni-al-lavoro-in-ebike/?refresh_ce-cp

Cosa centra tutto questo con il Welfare Aziendale?

Innanzitutto riguarda la salute e la sicurezza dei lavoratori, proprio per le premesse che ti ho indicato all’inizio di questo articolo.

Aiutare i tuoi dipendenti a recarsi al lavoro attraverso una soluzione di mobilità alternativa, aiuti a tenere la tua azienda al sicuro da eventuali ritorni di contagio ed eviti problematiche di ritardi dovuti a traffico e ritardi di mezzi pubblici.

Inoltre incentivi uno stile di vita più salutare che può aiutare i tuoi dipendenti a rallentare quella curva dell’invecchiamento di cui i medici spesso ci parlano: quindi minori rischi di malattie cardiocascolari, demenze senili e inabilità alle mansioni al lavoro.

Promuovere la mobilità alternativa è possibile anche attraverso un piano di Welfare Aziendale che preveda un incentivo a chiunque si rechi al lavoro in bici. Un valore economico spendibile in beni e/o servizi previsti dal piano di Welfare Aziendale che vorrai realizzare per la tua azienda.

È un consiglio importante quello che ti do oggi perché davvero puoi aiutare la tua azienda a fare la differenza migliorando la salute e la produttività dei tuoi dipendenti, e facendo anche un ottimo Employer Branding dal momento che poche aziende hanno seguito, finora, questa strada!

Approfondiamo insieme questo tema, dal momento che ai letto questo articolo hai la possibilità limitata di avere una consulenza gratuita con me per cominciare il tuo piano di Welfare Aziendale!

https://www.consulenza.synotius.com

Ti aspetto!

Sono Avvocato e Consulente del Lavoro: mi occupo di consigliare alle aziende come gestire al meglio le Risorse Umane. Credo che il Capitale Umano sia la vera risorsa che può fare la differenza per l'azienda che rende, produce e vuole perseguire traguardi di miglioramento e sviluppo. In quest'ottica cerco soluzioni ai problemi di Gestione del Personale, Costo del Lavoro, Contratti di Lavoro. La mia attività cerca di non basarsi su un pensiero standardizzato, ma si pone l'obiettivo di personalizzare le soluzioni. Cooperative e Welfare Aziendale sono due temi che mi appartengono e che fanno parte del mio know how.

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